Pd. L’ufficio tecnico di Ragusa sommerso dalle pratiche

Chiavola: "Si va avanti troppo a rilento e anche il Dirigente del Settore ha ammesso la grave situazione"
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“Situazione critica all’Ufficio tecnico comunale di Ragusa dove il personale si trova costretto a fare i conti con un carico eccessivo di pratiche: dall’iter legato alla 110 a quelle ordinarie del settore edilizio, per non parlare delle varie richieste di urgenza”. E’ quanto rileva il capogruppo del Pd al Consiglio comunale, Mario Chiavola. “Ieri mattina, il dirigente del settore, in commissione – aggiunge Chiavola – ha ammesso che la problematica non è semplice da risolvere. I tecnici stanno operando nel contesto di un clima di tensione e di esasperazione tale da non rendere semplice la loro attività. In passato, a quel che ricordo, le problematiche si risolvevano più facilmente, anche con gli incentivi predisposti dall’Amministrazione comunale. Questa Giunta municipale, nonostante le casse del Comune siano solide, non fa nulla per cercare di predisporre provvedimenti specifici lungo tale direzione. Le pratiche vanno molto a rilento. Basti pensare che c’è chi ha versato delle somme ingenti per gli oneri concessori e attende risposte sul piano delle autorizzazioni e delle licenze. Insomma, è un aspetto su cui il Comune non dovrebbe farsi trovare impreparato come invece sta accadendo. Non parliamo di assunzione di personale perché è evidente che le procedure in questo senso sono tuttora congelate. Ma chiediamo il potenziamento del lavoro del personale con i fondi provenienti dalle spese per le istruttorie delle pratiche. Con altre amministrazioni, i dipendenti potevano godere di qualcosina in più, portandosi le pratiche a casa. Devo dire che, da quanto ho appurato, alcuni lavorano in ufficio già oltre l’orario previsto. Tutto ciò, beninteso, a titolo completamente gratuito. Non è, ad ogni modo, normale che il personale dell’Utc sia pressato in questo modo. All’esterno, il risultato è che il cittadino ha la sensazione che le pratiche siano ferme e che i tecnici non facciano nulla quando, invece, non è così. La situazione è paradossale. Chiediamo che si faccia qualcosa per sbloccare questa paralisi che pregiudica la voglia di ripartenza del settore dell’edilizia che già, a livello cittadino, soffre di suo e che, così, rischia di essere ulteriormente relegato nell’angolo per motivi di ordine burocratico”.

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