Lavoratori iblei a rischio nei settori elettrico, gas e rifiuti

Fino a un migliaio e non sarà abrogato l'articolo 177 del Codice degli appalti, l'appello della Cisl
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Anche l’Ust Cisl Ragusa Siracusa si appella al Governo nazionale affinché abroghi l’articolo 177 del Codice degli appalti, un appello sulla falsa riga di quanto ha già fatto in questi ultimi giorni il sindacato a livello nazionale. “La norma, che prevede l’obbligo per le aziende concessionarie di esternalizzare l’80% di tutte le attività – spiega la segretaria generale dell’Ust Cisl Rg Sr, Vera Carasi – avrebbe come effetto la disarticolazione dei settori elettrico, del gas e dei rifiuti, che sono fondamentali per il nostro territorio come per tutti gli altri. Per noi, come Cisl, è una questione prioritaria. Questi comparti, negli ultimi anni, anche in provincia di Ragusa, si sono dati una struttura il più possibile industriale, hanno investito in innovazione tecnologica e sicurezza e durante la pandemia hanno garantito i servizi essenziali a realtà territoriali smarrite e preoccupate anche per gli effetti pesanti della crisi economica e sociale”. La segretaria Carasi dipinge uno scenario a tinte fosche per la realtà iblea. “L’articolo 177 – dice – metterebbe a rischio sino a un migliaio di addetti dei settori in questione soltanto nella provincia di Ragusa, lavoratrici e lavoratori dalle indiscutibili ed altissime professionalità e determinerebbe l’impossibilità di realizzare economie di scala, provocando anche un aumento del costo per gli utenti. Tutto questo in un momento in cui quelle stesse aziende potrebbero utilizzare gli ingenti investimenti indicati dal Pnrr. L’applicazione dell’articolo 177 minerebbe infatti alle fondamenta un modello positivo che non solo non va polverizzato con una norma assurda ed ingiustificata, ma che andrebbe invece rafforzato”. La Cisl sottolinea, tra l’altro, che tale norma non trova alcun fondamento nella legislazione europea. “Il buon senso, invece – spiega ancora la segretaria generale – suggerirebbe di potenziare questi comparti, ad esempio portando servizi di qualità, investimenti e buona occupazione nelle nostre regioni. Il 30 giugno scorso si è svolto lo sciopero generale, indetto dalle nostre categorie, con una partecipazione straordinaria di migliaia di persone in tutto il Paese. Il Governo non può ignorare questo grido di allarme, deve ascoltare la voce di questi lavoratori, che tra l’altro sono scesi in piazza anche in provincia di Ragusa, superando questo pericolosissimo stallo. Ecco perché sosteniamo che occorre procedere senza indugi all’abrogazione dell’articolo 177 del Codice degli appalti”.

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