Due riconoscimenti letterari al modicano Domenico Pisana

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Due riconoscimenti letterari sono stati assegnati al Presidente del Caffè Letterario “Quasimodo” di Modica, Domenico Pisana. Il primo riguarda, quale poeta finalista, una Menzione di merito al 16° Concorso Internazionale di Poesia Inedita con l’inserimento all’interno del Libro Premio Internazionale “Dedicato a Giornata Mondiale della Poesia”, la cui introduzione critica sarà curata da Alessandro Quasimodo e Giuseppe Aletti.
Entro la fine del mese di novembre saranno ufficializzati i primi 10 classificati di tutti i poeti finalisti previsti dal bando, e si terrà la cerimonia di premiazione con la consegna di Trofei personalizzati, targhe e medaglie; il bando prevede anche un fine settimana a Parigi a carico della Aletti Editore per visitare i luoghi dei grandi poeti francesi come Baudelaire, Mallarmé e Apollinaire.
Domenico Pisana è risultato finalista con la poesia “A Giosuè Carducci”, che qui di seguito riportiamo:

A Giosuè Carducci
(a 110 anni dalla morte )

Oggi al tuo “pianto antico” unisco il dolore di popoli
intrecciato su fili spinati distesi ai confini delle terre
inaridite dall’odio al suono di tamburi di guerra,
nell’ombra della sera attendo il ritorno della Parola
che conosce l’amore disceso nella grotta.

Respiro il silenzio della mia collina che gli occhi
osservano dentro il velo della notte, mannelli d’aria
vibrano tra luci che si stendono sulle case al riposo
e l’anima cerca la pianta della vita tra rovi di spine
in questo fine ottobre che si carica di attese.

Verrà “la nebbia a gl’irti colli” a disegnare giorni
di mestizia ed abulia, a riempire di paure i sogni
che neppure le feste attorno ai tini sanno rallegrare
ora che questa terra è divenuta fredda e di colore
e il sole ha rinchiuso i raggi nella gabbia della solitudine.

Inseguo visioni di memorie in questo tempo
che sbuffa fumi di veleno tra popoli, uomini e donne,
che traina farse quotidiane dove tutto cambia
per nulla cambiare e un velo di cieca indifferenza
accompagna chi vorrebbe opporsi all’ “eco di tedio”.

La mia mano non è più “pargoletta”, cerca l’albero
della vita nel giardino silente dell’Eden, ove il sole
non tramonta, le luci non si spengono, le piante non
appassiscono e tutto si rallegra con l’acqua del sorriso,
il vino dell’amore, la speranza filamento di serenità.

Il secondo riconoscimento riguarda l’assegnazione del 3 posto ex aequo al XXI Concorso nazionale di poesia “La Gorgone d’oro” promosso e organizzato dal Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo” di Gela.
La Giuria per la sezione A, composta da don Rino La Delfa (Presidente) e dai professori Maria Luisa Tozzi, Rita Muscardin, Lina Orlando, Fadi Nasr, Eliana Orlando ed Emanuele Zuppardo ha assegnato alla poesia di Pisana, a tema religioso e dal titolo Marana tha, 51 punti, distanziandosi dal primo posto di 4 punti. Qui di seguito la poesia premiata:

Marana tha

Marana tha,
il deserto avanza in questo tempo di babele, soffia
vento di morte nei palazzi e la luna custodisce
le menzogne della notte, sono foglia mutevole
inutile alla terra;

ecco, avanza disumana la palude di parole
nelle città a colori, si perde la verità
in rivoli di lacrime e di conci di pietra,
non c’è pace per questa terra che odora
di superbia e di rete d’inganni.

Marana tha,
il fuoco brucia nei cuori stanchi, lunghe file
attendono fiale di salvezza, il cielo conosce
se ombre di bene o di male ci attendono
in questo inverno di freddo, sono fragile passero
fra rami d’alberi in cerca di sguardi;

in compagnia del mio colle bevo vuoti
d’aria e fisso gli occhi sulla città, di ricordi
mi nutro con l’erba bagnata tra le mani;

la speranza resiste tra fulmini di guerra
scandalo per i potenti e stoltezza per gli intelligenti,
i sogni attendono nuove corse di cavalli, non c’è
per noi risposta, rimane il silenzio.
Dio dei dolori parla, Marana tha.

La cerimonia di premiazione avrà luogo venerdì 3 settembre 2021 – ore 17,30 – presso l’Hotel Villa Peretti a Gela.
“E sempre una soddisfazione – afferma Domenico Pisana – vedere apprezzata la propria poesia, e anche quando i propri testi non vengono scelti dalle giurie dei Premi, non è un problema, perché vale quanto già scriveva, sul Corriere della sera del 24 dicembre 1967, il buon Montale riprendendo Benedetto Croce, e cioè che “l’opera del poeta è già perfetta nel cuore di chi l’ha concepita e che la sua pratica estrinsecazione, utile, anzi necessaria, nulla può aggiungerle”.
C’è poi il giudizio che viene dagli altri: dal membro di una giuria, dal lettore comune, dal critico, da colui che legge e magari non si esprime. Certo è che scrivere poesie solo per lasciarle nel cassetto, non è, almeno per me, cosa buona; chi scrive ha bisogno di far conoscere la realtà che ha partorito, e oggi i social danno, in questa direzione, una grande possibilità e opportunità.
Ringrazio le giurie che hanno apprezzato i miei versi – conclude Domenico Pisana – e lo dico con la consapevolezza del fatto che ci sono poesie belle davvero, che a volte, però, muoiono subito dopo la vittoria, mentre ci sono poesie che dormono nel silenzio perché escluse, ma che un giorno potranno forse risvegliarsi, perché qualcun altro potrà inciamparvi e riscoprire in esse la bellezza nascosta”.

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