Arrivano i dati Istat di aprile anche per la provincia di Ragusa

E si spezza la catena di cifre congiunturali favorevoli per l’economia Confcommercio: “Per le imprese più colpite dalla pandemia difficile recuperare il terreno perso prima dell’inizio del 2023”
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Si spezza la catena di dati congiunturali favorevoli per l’economia della provincia di Ragusa: nell’aprile scorso, secondo le stime divulgate dall’Istat, le vendite al dettaglio sono infatti diminuite dello 0,5% in valore e dello 0,6% in volume rispetto al mese precedente. Tutt’altro discorso su base annua, con un aumento rispettivo del 31,4% e del 32,5%, ma si tratta di dati influenzati pesantemente dal lockdown imposto lo scorso anno dalla diffusione della pandemia. E’ quanto comunica Confcommercio provinciale Ragusa evidenziando che le vendite dei beni alimentari sono in aumento (+1,2% in valore e in volume) mentre diminuiscono quelle dei beni non alimentari (-1,6% in valore e -1,9% in volume). Per quanto riguarda il dato annuo, i non alimentari sono in netto aumento sia in valore che in volume (rispettivamente +83% e +83,1%) e gli alimentari in crescita contenuta (+0,7% in valore e +1,4% in volume). Sempre su base tendenziale, il valore delle vendite aumenta in tutti i canali distributivi: grande distribuzione (+22,9), imprese operanti su piccole superfici (+38,2%), vendite al di fuori dei negozi (+61,4%) e commercio elettronico (+33,1%).
“Anche il dato di aprile – sottolinea il presidente provinciale Gianluca Manenti dopo avere letto i dati comunicati dall’ufficio studi di Confcommercio – è stato fortemente condizionato dalla pandemia e il calo rispetto a marzo indica qualche inerzia nel processo di trasformazione dell’incremento nella fiducia in maggiori spese. Una realtà, quest’ultima, ben evidente nel confronto annuo: gli aumenti a tre o a due cifre registrati per molti segmenti del non alimentare vanno considerati sostanzialmente come un effetto statistico. Questi aumenti, piuttosto prevedibili, hanno solo in minima parte attenuato le ingenti perdite registrate da marzo del 2020: per l’abbigliamento e le calzature, le vendite del primo quadrimestre sono inferiori di oltre il 33% rispetto allo stesso periodo del 2019. A fronte di una ripresa che si consolida non si può dimenticare la dimensione delle perdite patite durante la pandemia, al fine di proseguire nella politica di sostegno mirato alle imprese più colpite, la cui attività economica difficilmente recupererà il terreno perso prima dell’inizio del 2023”.

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