Von der Leyen, in piedi! …l’opinione di Rita Faletti

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Ha fatto scalpore il video che trasmette  l’immagine della presidente (in questo caso il femminile è d’obbligo) von der Leyen in piedi, ai margini  della sala in cui il premier turco Recep Tayyid Erdogan è seduto accanto al presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Von der Leyen fa un gesto di disappunto con la mano in attesa che le venga messo a disposizione un posto a sedere che non c’è. Ha fatto il giro del mondo quel video, accompagnato da commenti di indignazione dove il galateo viene ancora rispettato. Nell’America che riscrive la storia della cultura occidentale, Joe Biden e Kamala Harris devono essere saltati sulla sedia “Oh, my God!”. E quella simpatica “canaglia” di Trump cosa avrà pensato? Nei quattro anni di presidenza non ha mostrato particolare benevolenza nei confronti dell’Europa, anzi, il che fa  supporre che il video l’abbia divertito e… peccato non essere ancora alla Casa Bianca, si sarà detto, avrei potuto gelare tutti con un bel tweet “Hai avuto ciò che ti meriti, cara Europa!”. In realtà, Trump, che non è un raffinato, cosa talvolta non disdicevole, e guarda alla realtà con occhi disincantati, è forse uno di quei pochi occidentali che rivestono o hanno rivestito incarichi politici di rilievo, ad avere immediatamente sorvolato sul protocollo per puntare al cuore della sostanza. Nessun trasecolamento, nessun pallore sui volti dei Giovanni  Della Casa, nessuna ipocrisia di chi vorrebbe che l’umiliazione inflitta a una signora sia stata una svista dello staff turco, via ogni traccia della differenza tra uomo e donna nella cultura islamica, il significato, che non richiede un quid di perspicacia in più è scoperto: non venite a casa mia con la pretesa di farmi osservare le vostre regole, tenetevi le vostre teorie sul rispetto dei diritti umani, decido io se come e quando rispettarli.  E come ha detto qualcuno, se la forma è sostanza, la sostanza non ha bisogno di interpretazioni  suggestioni o arzigogoli.  Lasciando la signora von der Leyen in piedi per un po’ prima di invitarla a sedere sul divano destinato a funzionari di secondo livello, Erdogan ha inteso sottolineare che la Turchia non è disposta a uniformarsi alle norme dell’Europa. Sarebbe inconciliabile con il suo progetto di ricostruzione dell’impero ottomano. Quindi, l’Europa si tolga dalla testa di puntare i piedi. Si asterrà dal farlo. Ma quell’immagine così eloquente va incorniciata e messa in bella vista sulla scrivania per ricordare, ce ne fosse bisogno, con chi si ha a che fare. E se Ursula von der Leyen è stata offesa, Charles Michel non si illuda di aver fatto una figura migliore.  Non averle ceduto la propria sedia è stata un’asinata solenne e una vigliaccheria. A riprova che la forma è sostanza.

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