Il lavoro agile nelle aziende iblee e il monitoraggio della Cisl

Il segretario generale Carasi: "Puntare già ora all'evoluzione verso il vero smart working"
Tempo di lettura: 2 minuti

“Anche in provincia di Ragusa il lavoro agile nelle aziende, giustificato dallo stato di necessità e incertezza indotto dalla prima fase della pandemia, ha preso sempre più piede. Ora, però, dobbiamo guardare oltre l’emergenza, rendendo strutturale, per quanto possibile, questa tipologia di attività, senza abbassare la guardia sui problemi legati all’andamento della curva epidemica”.
E’ quanto afferma il segretario generale dell’Ust Cisl Ragusa Siracusa, Vera Carasi, facendo riferimento all’attuale normativa, basata sulla possibilità di intervenire unilateralmente da parte dei datori di lavoro, che deve essere superata. “La sperimentazione di massa effettuata in questi mesi – continua il segretario generale – consente una evoluzione del “lavoro da casa” verso il vero smart working. Modalità che deve cogliere tutte le opportunità dell’innovazione tecnologica e digitale proiettandole in una organizzazione del lavoro flessibile, ben regolata contrattualmente, capace di valorizzare autonomia, responsabilità e discrezionalità del lavoratore, consentendo di alternare il lavoro in presenza con quello svolto in altro luogo. Implementare bene questa dimensione in campo aziendale offre l’opportunità di coniugare sostenibilità sociale e ambientale, maggiore inclusione, innalzamento del benessere dei lavoratori, incremento della produttività. Perché ciò avvenga, però, non serve una nuova norma indifferenziata, né si deve stravolgere l’attuale Legge 81/17. Occorre piuttosto che questa pratica organizzativa vada declinata e ritagliata sulle particolari esigenze e le specifiche competenze di ogni persona e di ogni comunità produttiva. In questo senso, è opportuno che anche in provincia di Ragusa possa essere organizzato un monitoraggio affinché, facendo riferimento alla contrattazione nazionale, aziendale e territoriale, ci si possa organizzare con uno strumento chiave per governarne i processi, nel privato, dove va superata la logica di limiti e soglie percentuali imposti dalla legge. Qualora l’andamento dell’epidemia dovesse rendere indispensabile un nuovo intervento di emergenza, speriamo ovviamente di no, la regolazione del lavoro agile dovrebbe essere gestita dai comitati aziendali previsti dal protocollo del 14 marzo 2020. Per definire meglio obiettivi e reciproci affidamenti, è necessario che anche su base locale si guardi alla contrattazione collettiva come al motore generativo dello smart working, la via principale per la diffusione quantitativa e la regolazione qualitativa di questa pratica nei luoghi di lavoro”.

© Riproduzione riservata
guest

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

1 Commento
Inline Feedbacks
View all comments
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

SEGUICI
IL METEO
UTENTI IN LINEA
Torna su
RTM INFORMA - LE REGOLE PER LA PREVENZIONE
RISPOSTE ALLE DOMANDE COMUNI