La medicina dolce, omeopatia e rimedi naturali: a ciascuno il suo

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L’omeopatia è un metodo di cura formulato dal medico tedesco Samuel Hahnemann all’inizio del secolo scorso. Da allora l’omeopatia, di volta in volta vista come alternativa, antagonista o complementare rispetto alla medicina ufficiale, ha conosciuto alterne vicende.

I suoi periodi di maggiore successo sono sempre coincisi con le crisi di credibilità della medicina ufficiale. In questi ultimi anni, contrassegnati fra l’altro da una progressiva razionalizzazione delle spese mediche effettuate dal Servizio Sanitario Nazionale, l’omeopatia sta conoscendo un periodo di massima diffusione tra i consumatori.

La conferma viene da uno studio condotto nella Regione Campania da Omeoimprese, associazione che rappresenta le aziende italiane che producono e distribuiscono farmaci omeopatici.

Dall’indagine è emerso che oltre 800mila persone residenti in Campania hanno acquistato prodotti omeopatici nei mesi dell’emergenza Covid-19. In questa fase gli italiani si sono affidati all’omeopatia come medicina complementare, come testimonia “la crescita nella vendita di immunostimolanti e, in generale, di prodotti utili al rafforzamento delle difese immunitarie“.

Infine, la ricerca ha messo in evidenza che “chi ricorre alla medicina omeopatica, lo fa in media da oltre cinque anni”, un dato statistico di fidelizzazione che per il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, “rappresenta una prova dell’efficacia di queste terapie“.

L’omeopatia si basa su diversi principi: la focalizzazione dell’attenzione sul paziente, inteso nella sua globalità (biologia, psicologia ecc.) e individualità, e non sulla malattia, e sui sintomi. Tale approccio, definito “olistico”, prevede cha la cura del malato avvenga attraverso la somministrazione di sostanze che provocano nell’organismo sano, in dosi non pericolose, sintomi simili a quelli della malattia. Tale concetto è sovente espresso con la massima di Ippocrate “Similia similibus curantur” (il simile cura il simile). Infine, altro aspetto da considerare è il principio di infinitesimalità: la maggior parte delle medicine omeopatiche è preparata in forma altamente diluita, in maniera tale che il prodotto finale non contenga una sola molecola del principio attivo ma soltanto il diluente utilizzato (acqua o alcool).

L’omeopatia viene definita come una medicina “dolce” e naturale, che utilizza sostanze dal regno animale, vegetale e minerale, disponibili in varie forme farmaceutiche.

Ma è vero che tutti i rimedi naturali sono omeopatici? Non tutto ciò che è naturale è necessariamente omeopatico. Sul territorio nazionale molti medici praticano medicine non convenzionali ma non tutti sono omeopati: somministrano farmaci naturali, non chimici che, pur apportando effetti terapeutici ottimali per l’organismo, non hanno alcunché da condividere con la omeopatia vera e propria. Un vecchio detto latino, infatti, dice “unicuique suum”: a ciascuno il suo.

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