Lega, Autonomisti e un obiettivo: Ripresa della Sicilia sia vera

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Un incontro proficuo e, soprattutto, concreto. E’ la sintesi migliore per definire quello di oggi a Palazzo dei Normanni, alla presenza del Vicepresidente dell’ARS, Roberto Di Mauro, con i parlamentari dei gruppi Autonomisti -Totó Lentini, e Giuseppe Compagnone- e Lega -Antonio Catalfamo, Vincenzo Figuccia e Orazio Ragusa-, gli assessori Alberto Samonà e Antonio Scavone e il nostro Segretario nazionale, Matteo Salvini. Abbiamo rimarcato la filosofia del patto federativo: Autonomisti e Lega, hanno un timing di priorità per l’Isola e il nostro è un ‘Patto’ che include chi le condivide, incide su di esse e impatta le politiche europee, nazionali e regionali, con al centro l’oggi e il domani della Sicilia e dei Siciliani. Il Recovery è l’architrave della ripartenza siciliana. Chi governa Roma, è confuso e confonde le idee. Il Recovery non può prescindere da esigenze che per la Sicilia e i Siciliani, significano superare l’insularità e i ritardi infrastrutturali. La Sicilia vuole risposte concrete da Roma e le infrastrutture non sono supplica ma un DIRITTO. Vertici e controvertici, work in progress, stati generali modello Villa Pamphili, sono politica salottiera che non ci appartiene. Lo abbiamo ribadito anche oggi. Chiacchiere lontane da chi vuole una Sicilia che riparte con gli investimenti pubblici, mirati e celeri. Una Sicilia che non sarà la pattumiera nucleare dell’Italia! L’hastag #lasiciliarifiutairifiuti non è un ‘claim’ social ma la reazione civile all’imposizione di chi governa il Paese sulla testa dei Siciliani: quattro siti di stoccaggio di rifiuti radioattivi in Sicilia, è un disegno criminogeno in aree come Calatafimi-Segesta, Fulgatore, Butera e Petralia, tra antichità, storia, vigneti, uliveti ed eccellenze DOP e IGP. Autonomisti e Lega presenteranno un ordine del giorno al Governo regionale per impedirlo. Siamo sostenuti da Matteo Salvini e dal suo NO ad azioni scellerate contro patrimoni storici, culturali ed economici. Siamo pronti a scendere civilmente in piazza, per ribadirlo. Abbiamo parlato di fiscalità di vantaggio, investimenti su ospedali, scuole, edifici pubblici, assunzione di personale medico in fase di pandemia ed oltre, sburocratizzazione e digitalizzazione, smantellando sovrastrutture che appesantiscono.
Alla presenza anche del sen. Stefano Candiani, e degli on.Annalisa Tardino e Alessandro Pagano, i temi di intesa ribaditi, le Zone Franche Montane e i 132 comuni siciliani che aspettano il via una legge impantanata nelle paludi parlamentari della maggioranza di governo a Roma. La visione comune emersa anche oggi, è che turismo, cultura, agricoltura di qualità, sono le armi dell’economia siciliana e contraffazione e mercati che non rispettano le regole della concorrenza e assaltano la nostra economia agricola con politiche del lavoro a basso costo, vanno fermati subito! La nostra è la politica nei e dei territori. Di 390 comuni, che hanno nel nostro patto federativo, il loro punto di riferimento. Un patto aperto ed inclusivo se si sposano le sue ragioni: una Carta di Valori Siciliani, senza annunci e lontana dalla politica invisa ai Siciliani, stanchi di ascari e mezze figure.

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