
“Inserire la somma di 100.000 euro per le ristrutturazioni degli immobili dei privati nel centro storico in quanto necessari per una riqualificazione abitativa degli stessi centri storici, prelevando la somma dai 205.000 euro destinati alle incentivazioni economiche”. E’ questo l’emendamento che il Pd ha presentato ieri pomeriggio in Consiglio comunale per modificare una parte del piano di gestione della legge su Ibla. “Avevamo raccolto – sottolinea il capogruppo del Pd Mario Chiavola – l’appello alla compartecipazione di un percorso proveniente dall’assessore ai Centri storici, Francesco Barone. Ci eravamo illusi che si volesse portare avanti un percorso condiviso, trattandosi, tra l’altro, di un atto di ampio respiro per la nostra città. Ecco perché, d’intesa con il partito, era stato predisposto questo emendamento che, tra l’altro, aveva ottenuto i pareri favorevoli della parte tecnica dell’ente di palazzo dell’Aquila. L’emendamento, però, con la forza dei numeri, quelli della maggioranza ovviamente, è stato respinto. E, a quel punto, non abbiamo potuto che votare no al piano di gestione nel suo complesso. Insomma, nulla di nuovo”. Il capogruppo Chiavola porta avanti, però, un’altra riflessione dal punto di vista politico. “Abbiamo notato che la nostra azione – continua – fa in qualche modo compattare la maggioranza, mettendo assieme i cassiniani da un lato e i baroniani dall’altro. Per una volta, insomma, non si sono registrati, durante i lavori del civico consesso, mal di pancia anche se sappiamo che covano sotto la cenere. E questo, paradossalmente, può sembrare una buona notizia perché significa che, finalmente, l’attuale maggioranza si vuole assumere la responsabilità di prendere decisioni importanti. Certo, ci sono voluti due anni e mezzo. Ma è già un primo passo. In ultimo, non possiamo fare a meno di sottolineare che il sindaco e l’assessore ai Centri storici predicano bene e razzolano male. Da un lato, c’è l’effetto annuncio dei soliti comunicati caricati sulla pagina social del primo cittadino circa la presunta bontà degli atti di riqualificazione dei centri storici, dall’altro nessun provvedimento conseguente, nessun appostamento di risorse importanti per far sì che davvero possa essere avviato un processo di recupero vero e proprio nelle abitazioni dei centri storici, con standard abitativi moderni. Quindi: di cosa stiamo parlando?”.




