Pontificato ambiguo…l’opinione di Rita Faletti

Tempo di lettura: 5 minuti

Agli esordi scoppiettante e acclamato, il pontificato di Francesco foriero di una ventata di modernità che il mondo dei liberal e la comunità dei vescovi protestanti tedeschi e dei novatori attendevano da tempo, deve confrontarsi con le perplessità dei vescovi tradizionalisti, ancora in maggioranza, e il disorientamento dei cattolici fedeli alla dottrina. Il Pontefice della rivoluzione annunciata, del ritorno della chiesa alla povertà delle origini, della pulizia all’interno della Curia, obiettivo anticipato nel 2013 e arenatosi per gli ostacoli incontrati e temporaneamente sospeso a favore di temi ritenuti più impellenti, ambiente e migrazioni, procede per tappe successive e incrementali  lungo il cammino verso l’apertura. Non circoscritta a una questione specifica, ma via via sempre più larga, quantomeno nelle parole e nei discorsi papali a briglia sciolta che rendono lecita la domanda: qual è il programma di Papa Bergoglio? La società fluida che pone tutto sullo stesso livello e insegue istinti pulsioni e obiettivi egoistici, chiede una religione compiacente che si adegui e soddisfi le sue richieste. Il femminismo rivendica i propri diritti e Francesco risponde: nella Chiesa servono più donne nei posti di comando “dove si prendono decisioni importanti”. Una Lilli Gruber al maschile e in veste bianca che difende le quote rosa con lo stesso slancio, peraltro raro, della conduttrice televisiva, passando sopra all’imbarazzo di un recente e di un meno recente rapporto del Vaticano con il mondo rosa. Un altro tema che agita la Chiesa riguarda l’abolizione del celibato per i sacerdoti. Il Sinodo sull’Amazzonia doveva essere l’occasione per i vescovi tedeschi di raggiungere quel fine, approfittando dell’idea del Papa di evangelizzare quelle terre remote attraverso l’ordinazione sacerdotale di anziani con famiglia già costituita. Bergoglio ha detto no. L’abolizione del celibato sarebbe il primo passo verso il matrimonio dei preti e verso quello successivo dello sdoganamento dell’omosessualità: ci troveremmo di fronte alla richiesta del matrimonio omosessuale tra preti. Una aberrazione. Questa volta il papa ha messo i paletti, ma la notizia è apparsa in sordina, niente titoloni in prima pagina, come invece era accaduto quando sembrava che la meta fosse il superamento definitivo dei dogmi. Che a Francesco non piacciono. Il suo pontificato non è quello de sì sì o del no no, ma del ni, dell’ambiguità. Si ha come la sensazione che il Papa lasci sempre aperto uno spiraglio per andare incontro, per sposare i tempi. Pochi giorni orsono, alla Festa del Cinema di Roma, è stato presentato il docufilm su Francesco del regista russo Evgeny Afineevsky in cui il Papa fa una dichiarazione sulle persone omosessuali: “Sono figli di Dio e hanno il diritto di avere una famiglia. Dobbiamo fare una legge sulle unioni civili, così loro sarebbero legalmente coperti”. Una proposta non nuova. Prima di essere eletto Papa, Bergoglio si disse favorevole alle unioni civili fra omosessuali e lo fece per fermare la legge sul matrimonio gay, da lui definito “un attacco distruttivo al piano di Dio” e aggiunse che l’omosessualità  è un’ “inclinazione disordinata”. Poi è arrivato il “Chi sono io per giudicare un gay?” che  gli valse il premio della rivista gay Advocate come “uomo dell’anno 2013”. Qual è allora la posizione di Francesco sulla famiglia che per il cristianesimo è “unione di uomo e donna perché maschio e femmina Iddio li creò”?  Le parole, se non sono chiare, generano equivoci  che offrono il destro a strumentalizzazioni anche politiche. Si vuole secolarizzare la Chiesa adeguandola alla società? Ricordiamo San Paolo: “Non vogliate adeguarvi al secolo”. Un conto è la legalizzazione delle unioni civili omosessuali, un conto è il matrimonio. Se il Papa sostiene che l’omosessualità è un disordine biologico, automaticamente si accetta il determinismo, se, al contrario, esso rappresenta una scelta, vale il principio del “libero arbitrio”. Il cristianesimo si fonda sulla libertà di credere o di non credere, ma se credi, devi  agire in conformità con le leggi della Chiesa di Cristo. Si può decidere di non farlo, ma un Papa ha il dovere di tenere la barra dritta se vuole salvare l’unità della Chiesa e dei cristiani.

guest

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

16 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

SEGUICI
IL METEO
UTENTI IN LINEA
Torna su
RTM INFORMA - LE REGOLE PER LA PREVENZIONE
RISPOSTE ALLE DOMANDE COMUNI