Blue Origin. Ok primo test missilistico per viaggiatori

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Blue Origin, la compagnia missilistica fondata dal CEO di Amazon, il plurimiliardario Jeff Bezos, sta eseguendo dei test lanciando e facendo atterrare piccole capsule spaziali New Shepard allo scopo di verificarne la sicurezza prima di far salire a bordo dei passeggeri. Il primo esperimento è stato completato con successo, ha riferito il New York Times. Il progetto consentirà, alle persone che se lo potranno permettere, di raggiungere 100 chilometri di altitudine e sperimentale (si parla di minuti) l’assenza di gravità. Blue Origin è stata fondata da Bezos nel 2000. Il magnate ha affermato che tre anni fa ha venduto azioni Amazon per un valore di 1 miliardo di dollari per finanziare la ricerca e lo sviluppo di Blue Origin, competendo con SpaceX di Elon Musk nel settore del lancio orbitale, sviluppando un lander lunare per gli astronauti della NASA. Di positivo c’è che una volta lanciate e atterrate le capsule possono essere riutilizzate. Una piattaforma efficace e redditizia per testare nuove tecnologie che potrebbero aiutare gli astronauti della Nasa a raggiungere in tutta sicurezza la superficie lunare entro qualche anno. “Il razzo New Shepard non è lo stesso del lander lunare”, ha detto Stefan Wieniawski, che guida la partnership con la NASA. La Nasa sta testando il sistema Terrain Relative Navigation (TRN) in cui la sonda in orbita attorno alla Luna dovrà misurare da sola l’esatto posizionamento. Con questo sistema di navigazione, il computer confronta l’immagine catturata dalla telecamera con l’immagine montata determinandone la posizione. La Nasa ha deciso di montare il Terrain Relative Navigator sul razzo New Shepard e lo farà in due esperimenti diversi.  Il secondo volo sarà dotato di un LIDAR (acronimo di Light Detection and Ranging o Laser Imaging Detection and Ranging) sistema che fa rimbalzare la luce sulla superficie lunare per misurare l’altitudine e la velocità di un’astronave, identifica gli ostacoli e disegna in 3D il paesaggio sottostante, al fine di evitare collisioni. La Nasa per posizionare questi esperimenti sulle capsule New Shepard ha pagato a Bezos circa 1,4 milioni di euro.

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