Fase 2 RDC. Discussa interrogazione M5S sui ritardi a Modica

Nell’ultima seduta di Consiglio Comunale di Modica del 10 giugno scorso, tra gli atti all’ordine del giorno, è stata trattata anche l’interrogazione del M5S, a firma del consigliere, Marcello Medica, avente ad oggetto “Fase 2 Reddito di Cittadinanza, adempimenti e azioni a carico dei Comuni” e attraverso la quale è stato chiesto all’Amministrazione Comunale conto e ragione sui ritardi accumulati dal Comune di Modica relativamente alla fase 2 del Reddito di Cittadinanza e in particolare:
1) A che punto sono le procedure per l’attivazione della fase 2 del Reddito di Cittadinanza anche nel Comune di Modica;
2) Quanti sono ad oggi i percettori del Reddito di Cittadinanza nel Comune di Modica, in possesso dei requisiti per prestare la loro opera, attraverso i Puc (Progetti utili alla collettività), per questo Ente;
3) Quando potremo vedere all’opera i primi percettori del Reddito di Cittadinanza, per svolgere dei lavori di pubblica utilità per conto del Comune di Modica.
Per l’Amministrazione Comunale, ha risposto il vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali, Rosario Viola, il quale, dopo aver citato una delibera di Giunta dell’ottobre 2019 la n° 264 con la quale sono state date delle indicazioni, procedendo alla nomina, nella persona della PO dei Servizi Sociali, come soggetto per interloquire con la piattaforma digitale, ha riferito che la fase 2 del Reddito di Cittadinanza si è interrotta a causa dell’emergenza Covid, dopo le prime difficoltà nell’accreditamento alla piattaforma Gepi, (la Piattaforma Digitale per la gestione dei patti per l’inclusione sociale) e che nelle prossime settimane si procederà con l’iter insieme agli altri comuni del Distretto Socio Sanitario n° 45 e cioè Ispica, Pozzallo e Scicli.
In sede di replica all’interrogazione, il consigliere Medica ha avuto modo di rimarcare che ben cinque mesi (da ottobre 2019 a marzo 2020), solamente per approvare una delibera di Giunta, senza aver fatto altro, è un tempo esagerato e che occorre in qualche modo darsi da fare attraverso la redazione dei Puc per consentire a diverse decine (soltanto a Modica) di percettori del Reddito di Cittadinanza abili e in possesso dei necessari requisiti, di poter prestare la loro opera nei vari ambiti (culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni) a servizio della collettività, e nello stesso tempo restituire loro la dignità di un lavoro.
“Alla luce dello stato dei fatti, pertanto – ha concluso il consigliere pentastellato modicano – è inutile e strumentale dire e ripetere, come fanno in tanti, che il Reddito di Cittadinanza non funziona, addossando la responsabilità al Governo nazionale, quando invece sono i Comuni e gli Enti d’Ambito a non fare la loro parte e ancora ‘in alto mare’. Da parte nostra seguiremo con attenzione la vicenda, compulsando tutti gli Enti competenti, a partire dal nostro Comune, fin quando la fase 2 non sarà completamente realizzata”.

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