D’Amico (Ragusa Calcio): Dopo 44 anni lascio il mondo del calcio

“Dopo 44 anni ho deciso di dire addio al mondo del calcio. E’ arrivato il tempo che, con la massima serenità, mi dedichi alla mia famiglia. Mi dispiace molto perché sono stato e sono un grandissimo appassionato. Ma è arrivato il momento di mettersi da parte, di lasciare fare agli altri. E’ il momento in cui seguirò il calcio, quando ne avrò voglia, da semplice ammiratore”. Così il presidente dell’Asd Ragusa Calcio 1949, Nicola D’Amico, che cerca di sgombrare il campo da equivoci di sorta e che si proietta verso un futuro lontano dai campi sportivi, almeno da dirigente. “Qui a Ragusa, anche se per un paio di stagioni soltanto, è stata una bella esperienza – spiega D’Amico – resta il rammarico per non avere avuto l’opportunità di potere convogliare le giuste energie verso la squadra. C’è stato qualcosa che non è andato per il verso giusto nel senso che non siamo riusciti a ottenere quel supporto imprenditoriale che auspicavamo. Eppure, la città esprime una piazza importante. Ma tant’è, questo è quello che abbiamo raccolto. Sia chiaro: non voglio lanciare accuse nei confronti di chicchessia. E’ andata così. Nonostante i risultati, soprattutto il primo anno, ma anche nel secondo anno (soprattutto all’inizio, la capacità di sorprendere c’è stata), è mancato quel sostegno che, magari in altre situazioni, si sarebbe potuto concretizzare”. E, ora, che cosa succederà? “Intendo passare la mano – afferma D’Amico – fornendo assoluta preferenza, a parità di condizioni, ma anche se queste condizioni dovessero risultare leggermente meno vantaggiose, a imprenditori ragusani intenzionati a rilevare la società. Qualcosa in ballo c’è. Ma è ancora prematuro per potere dire se si concretizzerà come auspicato. Una cosa è certa. E cioè che non ci sarà Nicola D’Amico al timone del Ragusa dalla prossima stagione. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che, anche nei momenti meno semplici, mi sono stati vicini, gli staff tecnici che si sono succeduti in questi due anni, i calciatori, i collaboratori che hanno fatto il massimo per la società e, naturalmente, i tifosi e tutti quegli sportivi che hanno speso un pensiero per la squadra azzurra. E’ stata, tutto sommato, una bella esperienza. Il modo migliore per concludere la mia carriera di dirigente sportivo. E, naturalmente, chiudo dicendo “Forza Ragusa”. Che il futuro di questa società possa essere luminoso”.

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