Piattaforma Vega, Eni lascia, rischio chiusura mineraria

Si complica il futuro della piattaforma Vega A che si trova sul Mediterraneo a 12 chilometri a largo della costa Ragusana, se da un lato si ferma il processo di acquisizione da parte dell’azienda greca Energean, dall’altra Eni decide di disfarsi della propria quota di partecipazione (40%), il tutto in un quadro normativo avverso, che tra i limiti imposti alle trivellazioni dal decreto semplificazioni e gli aumenti cospicui sulle imposte a carico dei gestori degli asset, mette in seria crisi l’intero settore.
La trattativa di cessione di ramo di azienda di Edison E&P che prevede l’acquisizione di Energean, società a capitale greco, degli asset italiani, del mare del nord, di quelli algerini e della partecipazione nei campi egiziani, il tutto avrebbe dovuto concludersi nei primi mesi del 2020, ma ha subito complicazioni a causa del veto imposto dal governo algerino all’operazione di cessione degli asset che si trovano in territorio nordafricano. La trattativa sembrava essersi sbloccata con l’esclusione di tali asset dall’operazione e dopo il via libera definitivo del ministero dello sviluppo economico per gli asset italiani, l’operazione sarebbe dovuta concludersi entro il mese di luglio. A tutto ciò aggiungiamo la notizia della mancata cessione da parte di Energean alla società inglese Neptune degli asset presenti nel Mare del Nord, operazione fondamentale per la buona riuscita dell’operazione complessiva, in quanto la società Greca non riuscirebbe a sostenere l’intero pacchetto attualmente di proprietà Edison.
E tutto questo accade in un contesto in cui la pandemia ha inferto un duro colpo alle aziende del settore della produzione di greggio, infatti proprio i greci in virtù di tale situazione sono stati costretti ad interrompere la produzione degli unici campi in loro possesso in Grecia. Le organizzazioni sindacali nazionali di categoria, intuendo le difficoltà del momento, nel mese di aprile hanno scritto al Ministero dello Sviluppo Economico, chiedendo la riformulazione del parere sull’operazione alla fine dell’emergenza sanitaria, al fine di valutare meglio la consistenza economico-finanziaria di Energean. Adesso alla luce della situazione appena esposta il sindacato ha chiesto un incontro alla società Edison per conoscere lo stato dell’arte visto che la stessa Energean in una nota ufficiale ha messo in discussione l’operazione di acquisizione.
Per il campo Vega è intervenuta anche la decisione di Eni di cedere la quota del 40% in suo possesso, a questo punto ci si interroga quali saranno gli sviluppi e la decisione che Edison prenderà alla luce di questo nuovo scenario, per queste ragioni Tale situazione sta generando parecchie insicurezze e preoccupazioni tra i lavoratori della piattaforma Vega che vedono a rischio il loro futuro lavorativo.

“ Noi riteniamo che alla luce del nuovo scenario determinatosi non sussistono le condizioni per la cessione del ramo di azienda di Edison E&P – ha dichiarato il segretario nazionale della UILTEC Andrea Bottaro- abbiamo chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di riformulare un parere alla fine dell’emergenza poiché la solidità economica dell’acquirente non è affatto rassicurante. Ci preoccupa particolarmente il futuro della piattaforma Vega A alla luce della decisione, quantomeno affrettata in tale situazione, di Eni di cedere la quota del 40% in suo possesso,tale decisione potrebbe mettere in discussione l’esistenza in vita della piattaforma Vega A con conseguenze drammatiche per circa 250 lavoratori siciliani che tra diretti ed indotto vivono del lavoro di tale piattaforma. Noi riteniamo che un settore così importante meriti la giusta attenzione da parte delle istituzioni, noi lotteremo affinché lo stesso resti in mani sicure sia per la stabilità ed il futuro di tanti lavoratori sia per L’ assetto energetico del nostro paese “

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