L’appello di “Confronto” a difesa della Provincia di Ragusa

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Lentamente e inesorabilmente hanno scippato la Provincia di Ragusa di importanti realtà istituzionali. Togliendole spazi di autonomia operativa e decisionale a nome della più grande mistificazione politica del secolo: la spending review. Due su tutte le incredibili operazioni di scippo portate a termine: La Camera di Commercio e il Tribunale di Modica. Non staremo qui a raccontare perché tutto questo sia stato possibile; né ci lasceremo tentare da considerazioni di carattere politico che non ci competono, atteso che l’impegno prioritario della nostra Associazione rimane quello di creare una piattaforma di dialogo costruttivo a tutti i livelli per avviare a soluzione le problematiche del territorio.
“Abbiamo voluto fare la premessa di cui sopra – dice il presidente di “Confronto” Enzo Cavallo – per ricordare a noi stessi, prima che ad altri, che questo pezzo di terra iblea che abbraccia dodici comuni, continua, nonostante tutto, ad essere terra laboriosa, ricca di bellezze naturali e di un invidiabile patrimonio culturale. La guerra scatenata dal Coronavirus ha lasciato il segno anche dalle nostre parti. Sotto l’aspetto della disciplina e delle responsabilità pubbliche ed individuali l’intera comunità provinciale ha dato risposte apprezzabili. Un ringraziamento particolare va ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari, al Reparto Covi19 del Maggiore di Modica, a tutte le strutture sanitarie, ai medici di base, alle forze dell’ordine, agli agenti di Polizia locale, ai sacerdoti, alla Caritas, ai volontari della Protezione civile, alle numerose associazioni di volontariato presenti sul territorio e a quanti, a qualsiasi titolo, hanno contribuito a creare una imponente rete di solidarietà umana. Ragusa ha fatto e continua a fare la sua parte. Con onore. Anzi di più. Nel senso che, pur accusando colpi durissimi inferti alle filiere produttive e commerciali, alle medie e piccole imprese, alle realtà artigianali e turistiche, ha saputo stringere i denti e attendere con pazienza le promesse di aiuti finanziari e di sostegno fatte dal presidente del Consiglio nel corso di numerose conferenze stampa. Promesse, purtroppo, non mantenute. Se non in minima parte. Oggi, dopo le morbide e quasi formali proteste dei giorni scorsi, la situazione è diventata insostenibile. La gente è stanca. Gli operatori commerciali e turistici sono sfiduciati. I produttori agricoli e allevatori sono in ginocchio. Uomini e donne che vivono di pane e lavoro sono nei guai. Ragusa? A nome delle dodici terre iblee – conclude Cavallo – questa Associazione risponde presente! Non vorremmo che qualcuno si fosse dimenticato di questa provincia del profondo Sud. La nostra vuole essere una provocazione costruttiva, da trasformare in messaggio preciso e forte. Ai deputati nazionali e regionali e ai rappresentanti istituzionali rivolgiamo pertanto l’invito a rappresentare nelle sedi competenti la gravità della situazione che si è venuta a creare. Non c’è da perdere neanche un minuto. Occorre rispondere subito con aiuti concreti alle istanze pressanti di persone disperate che rischiano il fallimento”.

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