Formazione infermieri. La protesta della Cisl Fp Ragusa-Siracusa

Il segretario generale della Cisl Fp Ragusa Siracusa, Daniele Passanisi, si unisce alla protesta del coordinamento nazionale professioni sanitarie del sindacato in merito alle decisioni assunte dal ministro Manfredi in ordine alla scelta di fare formare i futuri infermieri da medici e non da infermieri appositamente formati. “Così come ha fatto Michele Schinco, il coordinatore nazionale – spiega Passanisi – anche noi intendiamo rappresentare la forte contrarietà ad una decisione che non rispetta il percorso di crescita di competenze e di autonomia professionale che le professioni sanitarie, a partire da quella infermieristica, hanno compiuto in questi anni. Il nuovo codice deontologico presentato nel 2019 ha rappresentato per l’infermiere uno strumento per esprimere la propria competenza oltre che umanità. La conoscenza non è una semplice raccolta di nozioni in cui identificarsi ma rappresenta la capacità di connettere in maniera critica e consapevole le informazioni. “Conoscere” significa quindi collegare il sapere alla quotidiana realtà della professione”. Schinco precisa che il “codice deontologico riconosce l’infermiere come professionista e come persona, inquadra la crescita professionale e prevede che l’infermiere agisca sulla base del proprio livello di competenza e ricorre, se necessario, all’intervento e/o alla consulenza di infermieri esperti o specialisti, presta consulenza ponendo le sue conoscenze e abilità a disposizione della propria, delle altre comunità professionali e delle istituzioni. Riconosce, inoltre, anche che l’interazione e l’integrazione “intra e interprofessionale” sono fondamentali per rispondere ai bisogni di salute e di cura della persona”. In un momento storico in cui la figura dell’infermiere ha dimostrato di sapere mantenere la prima linea per fronteggiare gli effetti drammatici di una pandemia devastante, è opportuno fare in modo che la stessa figura possa essere valorizzata nella maniera più opportuna possibile. “Quella del medico – chiarisce il segretario Passanisi – è una professione nobile ma anche quella dell’infermiere lo è, differentemente ma lo è. Stiamo parlando di discipline e professioni diverse, con percorsi curriculari specifici e caratterizzanti, non mutuabili tra loro. Non si può pensare, oggi, che la professione infermieristica sia un gradino “sotto” la professione medica, dopo tutti i salti di qualità che ha fatto negli anni. L’infermieristica agli infermieri: è questo lo slogan che sta rimbalzando all’interno delle comunità infermieristiche, indignate dal nuovo D.M. 82/2020 che spazzerebbe via oltre 20 anni di norme e di sviluppo professionale; un provvedimento che offende prima sul piano professionale e poi su quello personale. Ecco perché viene chiesto di modificare il provvedimento che contrasta con quanto affermato dall’Oms nella giornata internazionale dell’infermiere”.

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