Intitolazione strade a Ispica. Nessun confronto con l’Opposizione

“In un periodo di crisi come quello attuale in cui artigiani, imprenditori e commercianti aspettano risposte e certezze da chi li dovrebbe tutelare e incoraggiare alla ripartenza, ad Ispica le priorità sembrano altre”. È quanto sostengono i consiglieri comunale di opposizione Serafino Arena, Giuseppe Barone, Giuseppe Corallo, Carmelo Denaro, Giannella Isaurico, Gerry Leontini, Giuseppe Pluchinotta, Matilde Sessa e Giuseppe Quarrella facendo riferimento al provvedimento adottato nei giorni scorsi dalla Giunta municipale di Ispica con la quale si dà il via ad una serie di intitolazioni per le vie e le piazze cittadine ancora senza nome. “Un provvedimento – scrivono – che non rientra certamente tra le priorità della città in un momento delicato come questo in cui sicuramente, chi è preposto a tutelare e sorvegliare il settore economico, dovrebbe pensare a ben altro. Per di più si tratta di una scelta operata senza il parere ed il coinvolgimento dell’opposizione, del tessuto civico e soprattutto della locale Associazione di Storia Patria così come prescrive la normativa di riferimento, la legge 23 giugno 1927 N°1188 – Toponomastica stradale e monumenti a personaggi contemporanei. Secondo tale norma infatti “nessuna denominazione può essere attribuita a nuove strade e piazze pubbliche senza la autorizzazione del Prefetto, udito il parere della Deputazione di storia patria, o, dove questa manchi, della Società storica del luogo o della regione”.
Un modus operandi criticato tra l’altro, nel lontano ottobre del 2012, in occasione dell’inaugurazione della Piazza Unità di Italia, dallo stesso Gianni Stornello, allora segretario del PD cittadino ed oggi Assessore allo Sviluppo economico della città di Ispica. In quell’occasione disapprovava la scelta dell’allora Amministrazione in carica, attuata, denunciava, in completa autonomia. Crediamo – concludono i Consiglieri – che il confronto sia sempre e comunque costruttivo e fondamentale. Per questo non riteniamo giusto tale provvedimento né per il momento storico, né per le modalità con cui è stato adottato dall’Amministrazione Comunale”.

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