Fisascat Cisl e UGL Ragusa su imprese in attesa di CIG

La Fisascat Cisl e l’Ugl terziario hanno inviato una nota al sindaco di Ragusa e agli assessori comunali dell’ente di palazzo dell’Aquila per evidenziare che “diverse imprese aggiudicatarie di appalti e affidamenti del Comune hanno posto in cassa integrazione, con causale Covid 19 e con richiesta di pagamento diretto dell’Inps, taluni propri dipendenti, i quali si sono recati presso le sedi sindacali allo scopo di ottenere informazioni sull’ammortizzatore sociale in questione”. “Alcuni di questi lavoratori – scrivono Salvatore Scannavino per la Fisascat Cisl e Giuseppe Cappello per l’Ugl terziario – risultano impiegati in servizi pubblici essenziali che, come anche riferito da esponenti dell’amministrazione comunale, non hanno subito alcuna sospensione durante il periodo di emergenza sanitaria. Pertanto, i suddetti lavoratori sono stati ingiustamente costretti a non potere espletare la propria attività lavorativa, né hanno ricevuto la retribuzione dovuta, dovendo attendere l’espletamento della tempistica relativa ai fini del pagamento della cassa integrazione. Ecco perché alla luce di tutto ciò e tenuto conto del danno che i lavoratori stanno subendo, chiediamo all’Amministrazione comunale di verificare la legittimità dell’operato delle imprese e, in particolare, se le stesse hanno comunicato ai settori comunali competenti i nominativi dei dipendenti collocati in Cig e se tali dipendenti siano impiegati in servizi che risultano operativi. Occorre, inoltre, verificare se le fatture emesse da queste imprese sono state depurate dal minor costo del personale in quanto collocato in Cig. In caso contrario, infatti, si potrebbe paventare l’ipotesi di un danno erariale per le casse comunali e un indebito arricchimento per le imprese, atteso che la Cig sarà corrisposta ai lavoratori direttamente dall’Inps”. Le due sigle sindacali chiedono al Comune, nel caso in cui l’amministrazione comunale dovesse rilevare le condotte illecite in questione, di avviare le procedure necessarie alla immediata rescissione dei contratti esistenti, con relativa segnalazione alla Procura della Repubblica, “a cui – aggiungono Scannavino e Cappello – anche noi ci rivolgeremo in caso di inerzia dell’ente locale territoriale”.

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