Iurato. Attendismo e mancati aiuti da parte del Comune di Ragusa

“In questi due mesi di emergenza sanitaria sono stati innumerevoli i segnali di richieste di aiuto arrivati alla Pubblica amministrazione anche da parte dell’imprenditoria ragusana. Mentre gli interventi mirati all’assistenza sociale alle famiglie più bisognose, seppur tra tante difficoltà, sono riusciti piano piano a decollare grazie agli aiuti economici statali e comunitari, non si può dire la stessa cosa per gli aiuti a fondo perduto più volte promessi alle imprese, quest’ultime trovatesi, e ancora di più oggi, in una disastrosa situazione economica. Ormai è chiaro a tutti che l’Amministrazione comunale di Ragusa ha fatto la scelta politica di non voler “giocare di anticipo” nella pianificazione di interventi economici da elargire a favore delle imprese ragusane, ma di svolgere un ruolo “attendista”, oserei dire “passivo” (a parte la condivisa scelta dell’Amministrazione della sospensione momentanea dei pagamenti dei tributi locali), rispetto ai futuri provvedimenti economici che avrebbero preso gli organi dello Stato”.

A dirlo è il consigliere comunale di Ragusa Prossima, Gianni Iurato. “Questo approccio “attendista” rispetto all’emergenza economica imprenditoriale (non mi riferisco certamente alla politica più incisiva attuata dall’Amministrazione negli interventi socio-assistenziali) – aggiunge – non è stato da me condiviso sin dal primo momento. Spesso e puntualmente, già a partire dal 9 marzo, ho ribadito sia verbalmente, sia per iscritto (con specifica interrogazione), l’urgenza e la necessità di utilizzare in favore delle imprese ragusane, i proventi delle royalties (entrate da concessioni per le produzioni-coltivazioni di idrocarburi liquidi e gassosi) che, a differenza della quasi totalità dei Comuni italiani, il Comune di Ragusa incassa in quanto le concessioni appena citate ricadono nel suo territorio-mare. Nel bilancio comunale di previsione 2020 approvato nel dicembre 2019, la somma in entrata prevista dai proventi da royalties è pari a circa 4.000.000 di euro. Di fatto, nel dispositivo deliberativo del bilancio comunale consuntivo 2019 (che il Consiglio delibererà a giorni), sostanzialmente viene confermata la previsione fatta per il 2020, proprio perché nel bilancio consuntivo del 2019 viene accertata l’entrata da royalties di circa 4.000.000 di euro”.

“Premesso ciò – continua il consigliere di Ragusa Prossima – si tratterebbe di discutere su come impegnare tale somma, o parte di essa, in favore delle imprese ragusane, visto che la legge regionale n. 9 di stabilità regionale del 2013 all’articolo 13 vincola l’impiego delle risorse da royalties, sostanzialmente e testualmente per queste due finalità: sviluppo dell’occupazione, delle attività economiche, all’incremento industriale; interventi di miglioramento ambientale delle aree dove si svolgono le ricerche e le coltivazioni per le produzioni-coltivazioni di idrocarburi liquidi e gassosi.Chiaramente, per il momento, ripeto solo per il momento, noi dovremmo discutere su come rendere operativa la prima opzione attraverso un quantomai opportuno regolamento comunale su come assegnare tale somma, o parte di essa, in favore delle imprese ragusane, individuando criteri certi e corrispondenti alle varie realtà produttive locali”.
“Ma per predisporre un regolamento comunale che tenga conto della “fotografia odierna”, bisogna conoscere anche numericamente (ma sottolineo non solo numericamente) – aggiunge – il tessuto imprenditoriale delle nostre imprese ragusane. Per iniziare a ragionare ed essere concreti, ho voluto rendermi conto di quali sono le realtà imprenditoriali che hanno la loro sede legale presso il Comune di Ragusa, che ci accingeremmo ad aiutare, attingendo dati rilevanti custoditi presso la Camera di Commercio di Ragusa e in particolare presso l’Ufficio registro delle imprese che ringrazio per la collaborazione fornitami. In pratica, le imprese ragusane che ad oggi risulterebbero attive sono suddivise in circa 22 macroaree, a loro volta suddivise in sottogruppi. Ecco alcuni dati ufficiali, che riporto sinteticamente, aggiornati ad oggi, su cui iniziare a ragionare come Amministrazione comunale, come Consiglio comunale sentite le varie organizzazioni datoriali del mondo dell’artigianato, industriale e commerciale. Dati che ci potrebbero servire per decidere chi aiutare e come aiutare già da subito iniziando anche con i fondi da royalties, nell’attesa degli aiuti europei, statali e regionali”.

Questi i dati: 1^ Macro area – Lettera A: agricoltura, acquacoltura, silvicoltura, pesca: sono 1.467 le imprese; 2^ Macro area – Lettera B: estrazioni minerarie da cave e miniere: 6 imprese; 3^ Macro area – Lettera C: attività manifatturiere, industria alimentare, tessile: 573 imprese. 4^ Lettera D: fornitura energia, gas, vapore, elettricità: 26 imprese; 5^ Lettera E: acqua potabile, rete fognaria: 14 imprese; 6^ Lettera F: costruttori edili, idraulici, piastrellisti, elettricisti, muratori, carpentieri: 887 imprese; 7^ Lettera G: commercio – automotive 268 imprese, commercio all’ingrosso 638 imprese, commercio dettaglio: 963 imprese; 8^ Lettera H: trasporto e magazzinaggio, marittimo, aereo, logistica, servizi postali, corrieri: 199 imprese; 9^ Lettera I: servizi alloggio, ristorazione, campeggi, villaggi turistici, alberghi, b&b, bar, pizzerie, agriturismo: 587 imprese; 10^ Lettera J: servizi informazione, comunicazione, radio private, tv private, giornali anche on line, produzione programmi informatici, servizi didattica on line: 199 imprese; 11^ Lettera K: attività finanziarie, assicurazioni, promotori finanziari: 161; 12^ Lettera L: attività immobiliari, mediatori, compravendita beni propri, amministratori condominiali: 158; 13^ Lettera M: attività professionali scientifiche e tecniche in forma di imprese o di associati, pubblicità, ricerca di mercato, fotografi: 246 imprese; 14^ Lettera N: noleggio vari, auto, attrezzature, agenzie viaggio, agenzie lavoro interinale, manutenzione verde pubblico e privato, vigilanza privata, servizi di supporto alle imprese: 264; 15^ macro area – Lettera O: nessuna impresa; 16^ Lettera P: istruzione scuole private, enti di formazione professionale, asili privati: 66 imprese; 17^ Lettera Q: sanità assistenza sociale, case di riposo, cliniche private, laboratori analisi e diagnostici privati, ambulatori associati: 110 imprese; 18^ Lettera R: attività artistiche, sportive, intrattenimento, palestre, sale da ballo, lotterie, sale giochi: 105 imprese; 19^ Lettera S: altre attività di servizi come riparatori elettrodomestici, lavanderie, parrucchieri, estetisti, pompe funebri: 324. 20^ Lettera T: nessuna impresa; 21^ Lettera U: nessuna impresa.

“Sono 7.261 – afferma ancora il consigliere Iurato – le imprese che hanno la sede legale a Ragusa. E’ da considerare una probabile percentuale, che va dal 5% al 10%, di imprese che non svolgono più attività ma ancora non è stata formalizzata la loro cancellazione dal registro. Anche da questi dati si può capire come la questione economica legata alle difficoltà delle nostre imprese non si può certamente affrontare con soli 4.000.000 di royalties ma come amministratori locali siamo chiamati anche a selezionare “scelte tampone” nell’attesa di operare con più cospicue risorse economiche e così attivare processi di sviluppo e di ripresa strutturale imprenditoriale. In questa occasione si dovrebbe affrontare, anche localmente, il problema dei liberi professionisti, agenti di commercio (le cosiddette partite Iva), e comunque di coloro che non sono riconducibili come “natura giuridica” alle imprese. Abbiamo perso almeno 40 giorni di tempo. Tuttavia, metto nelle mani del sindaco, dell’assessore allo Sviluppo economico, dell’assessore al Bilancio, dell’assessore al Turismo, tutta la mia incondizionata disponibilità nonché buona volontà unitamente a quella della lista civica “Ragusa Prossima” che rappresento in Consiglio comunale, per una libera, fattiva e disinteressata collaborazione che possa portare contributi culturali, amministrativi concreti per la risoluzione anche parziale di alcune emergenze che stanno vivendo le nostre imprese”.

“Inoltre – conclude Iurato – anche se i dipendenti pubblici locali, regionali e statali (a parte qualche gravissima eccezione riportata dalla stampa in questi giorni che non merita nessuna giustificazione anzi, al contrario, bisogna indignarsi e condannare fermamente) fino al 17 maggio sono obbligati dallo Stato a lavorare in modalità “Lavoro agile” e, nel bene e nel male, si è riusciti a garantire il funzionamento di moltissimi servizi comunali, regionali, statali, spero che possano essere ricostituiti quanto prima, direi urgentemente, tutti gli uffici pubblici oltre ai gruppi di lavoro istituzionali specialmente di alcuni settori rilevanti della Pubblica amministrazione come lo Sviluppo economico, il turismo, il sostegno sociale e lavorativo, per abbattere ancora di più i tempi di eventuale inefficacia dei provvedimenti europei statali e regionali emessi in favore della comunità tutta”.

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