Presidenti, miti e personaggi storici: tanta storia in ogni impianto

Delle nove province della Sicilia, sicuramente le due piazze che hanno dato maggior lustro al calcio della trinacria sono state il Palermo e il Catania, essendo le due squadre che hanno militato più tempo nel campionato di Serie A. Il derby fra i due club, è infatti anche il più giocato nella massima serie: ben 18 volte, soprattutto all’inizio del nuovo millennio, quando il Catania ha iniziato a affacciarsi con maggiore continuità in Serie A. Lo stadio Renzo Barbera, le cui caratteristiche vengono riportate da https://www.stadi.online/stadio-barbera-palermo/ aveva il nome di “La Favorita”, essendo antistante il grande Parco della Favorita, per poi essere intitolato al “presidentissimo” Renzo Barbera nel 2002, in seguito alla morte dell’imprenditore fondatore dell’azienda Latte Barbera, poi divenuta Hera Hora, come ricorda https://www.ilovepalermocalcio.com/ecco-perche-il-nome-hera-hora-il-nipote-di-barbera-mio-nonno/. L’altro “teatro” siciliano di derby al cardiopalma è lo stadio di Catania, dedicato nel 2002 al compianto presidente Angelo Massimino, che ha guidato i rossoblu più volte fra gli anni ‘60 e ‘90. Già stadio Cibali, della quale ricordiamo la celebre espressione di Sandro Ciotti “Clamoroso al Cibali”, in seguito alla sconfitta dell’Inter di Herrera proprio in terra sicula nel 1961, come approfondisce https://storiedicalcio.altervista.org/blog/catania_clamoroso_cibali.html, è il terzo impianto della regione per numero di spettatori, con 25 mila posti a sedere. Abbiamo visto i due stadi più famosi, ma al momento, l’unico stadio siciliano che “gioca” nel calcio che conta è lo Stadio polisportivo provinciale di Trapani, situato a Erice, sede dei granata guidati da Castori attualmente in piena lotta per non retrocedere dalla B, destinati a soffrire fino all’ultima giornata come confermano addetti ai lavori e quote, dato che interesserà se scommetti live qui: https://www.betfair.it/sport/inplay. La “casa” del Trapani, di proprietà del Libero Consorzio Comunale di Trapani, è situata a Erice, è in concessione al club granata fino al 2033 e può ospitare fino a 7 mila spettatori: proprio ultimamente si è parlato di intraprendere dei lavori di restyling per aumentarne la capienza, in quanto in realtà prima dell’ultima normativa relativa agli stadi e impianti sportivi poteva contenerne fino a 10 mila, poi ridotti ai quasi ottomila posti a sedere dal 2014-2015. Molti però non sanno che lo stadio con la capienza posti maggiore presente sull’isola è quello del Messina, che contiene ben 38.722 posti. L’impianto San Filippo-Franco Scoglio ospita le gare interne dei giallorossi di Messina dal 2004, prendendo il posto dell’amatissimo stadio Giovanni Celeste. Il doppio nome dell’impianto è facilmente spiegabile: San Filippo è la zona in cui sorge lo stadio costruito in soli quattro anni e l’altra parte del nome è invece una dedica all’allenatore Franco Scoglio. Nato nella provincia messinese, precisamente a Lipari, Scoglio era soprannominato “il professore” per la sua laurea in pedagogia, guidò tre volte il Messina, nel ‘74-’75, nell’80-’81 e nell’84-85, rimanendo nel cuore dei tifosi per la promozione in B dell’85. Fra gli stadi “minori” dell’isola, citiamo altre due strutture che superano i diecimila posti: lo stadio Aci e Galatea di Acireale e lo stadio Aldo Campo di Ragusa. Il primo, inaugurato nel 1993 ospita le gare dell’Acireale e chiamato così per ispirazione alla leggenda della mitologia greca di Aci e Galatea, appunto, è un impianto di 14.500 posti, ridotti a ottomila per la mancanza dei tornelli all’ingresso. Il secondo, la casa del Ragusa, ospita anche le due squadre di rugby della città, è una struttura da 4.500 posti ed è stato dedicato al calciatore anni ‘30 Aldo Campo, nel 2001-2002.

La Sicilia intera aspetta con trepidazione tempi migliori per le proprie squadre di calcio, con la speranza di ripetere e chissà migliorare quella storica annata 2006-2007, come ricorda https://www.sicilianpost.it/quando-le-squadre-siciliane-facevano-brillare-la-nazionale-di-calcio-e-finito-lidillio/ che vedeva ben tre compagini dell’isola in massima serie, fornendo anche giocatori importanti alla nazionale di calcio italiana.

 

 

 

 

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