Cos’è la didattica a distanza? di Pierpaolo Galota

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In questi giorni si va profilando sempre più un rinvio del rientro a scuola. Sembra svanire l’ipotesi della riapertura il 3 aprile 2020, si prospettano diverse ipotesi: riapertura a maggio o anche di chiusura dell’anno senza tornare tra i banchi di scuola, se la didattica a distanza procede regolarmente.

In gran parte delle scuole italiane è stata avviata la didattica a distanza. Sono diverse le piattaforme usate dai docenti per raggiungere il più possibile gli allievi. Skype, Meet, Zoom per le video lezioni in diretta, dove c’è la possibilità di collegarsi tutti insieme, come una vera e propria classe virtuale. Ci sono poi altre piattaforme dove poter caricare materiale di ogni genere, utile per poter seguire e realizzare i compiti, piattaforme come: Weschool, Edmodo, Socrative. Queste piattaforme permettono anche di poter effettuare dei test online e quindi la possibilità di fare le verifiche degli argomenti studiati.

Il 17 marzo 2020 è stata emanata dal Ministero dell’Istruzione la nota con le indicazioni operative per lo svolgimento delle lezioni a distanza e per l’organizzazione generale della didattica.
La didattica a distanza è un mezzo particolare, una misura straordinaria in questo periodo, che per essere concreta deve prevedere la costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso l’interazione tra docenti e alunni.
Si compone di diversi elementi: video conferenze in diretta live, oppure video lezioni registrate dal docente e caricate sul portale, condivisione di materiale didattico multimediale, utile a spiegare e chiarire i concetti, esercitazioni, test di verifica o questionari fruibili online.

Il Ministero stabilisce che con la didattica a distanza vanno effettuate anche le verifiche curriculari. Le valutazioni devono essere fatte in breve tempo, al fine di essere veramente educative e formative, altrimenti si corre il rischio di prendere come un gioco questa modalità di lezione e ridurre le valutazioni e le correzioni a un banale rito sanzionatorio da parte dell’insegnante.

La didattica distanza, se fatta bene e con criterio, non è una perdita di tempo, ma è una responsabilizzazione reciproca per docenti e allievi.
Il docente che si limita a inviare materiale didattico, ad assegnare esercizi o compiti da svolgere, ma non ha una interazione con gli alunni, non sta svolgendo per niente didattica a distanza. È importante che si spieghi e si chiariscono i nodi fondamentali, utili a tenere viva la classe e l’insegnamento delle discipline.

Il Ministero apprezza le diverse iniziative e invita a curare con attenzione il registro elettronico. In particolare, invita i docenti a coordinarsi al fine di evitare un sovraccarico di compiti. C’è il rischio che qualcuno fa molto, e qualcuno fa niente, c’è bisogno di equilibrio e di vigilare, al fine di garantire un servizio educativo e formativo.

Coloro che non possono seguire, a causa di mancanza di device o connessione, come faranno? Per loro il Ministero ha pensato di stanziare degli investimenti straordinari circa 70 milioni di euro per l’acquisto di materiale informatico, utile per seguire le lezioni. I device vanno richiesti alla scuola di appartenenza, sarà compito del Dirigente Scolastico e del suo personale reperire il materiale e consegnarlo in comodato d’uso a chi ne ha bisogno. Inoltre, per la connessione sono previsti giga illimitati per docenti, studenti e famiglie, basta visitare il sito del ministero: https://solidarietadigitale.agid.gov.it

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