Differenziata: premiati 79 Comuni, Monterosso Almo al 10° posto

“Monterosso Almo, tra i primi dieci della Sicilia, ha raggiunto il 78,6 per cento di raccolta differenziata ed è stato premiato con € 49.073 dalla Regione, ma è l’unico centro della provincia di Ragusa. Nessun altro comune ci è riuscito, e le città più grandi non si sono piazzate bene: se Ragusa arriva ad un 40 per cento, Vittoria e Modica si fermano rispettivamente al 36,3 e al 26,4 per cento. Troppo poco per ritenersi soddisfatti. Per non parlare poi di Scicli, ultimo in provincia con un ingiustificabile 14,4 per cento”. Sono le considerazioni, dati 2018 alla mano, della deputata regionale Stefania Campo, del Movimento 5 Stelle, che così commenta il premio attribuito dalla Regione ai comuni “ricicloni”, che hanno superato il 65 per cento di raccolta differenziata. Sono 79 in tutta la Sicilia, quasi tutti con meno di 20 mila abitanti, ai quali andrà, in proporzione alla popolazione residente, la somma complessiva di 5 milioni di euro.

“Alcune amministrazioni siciliane – spiega la Campo – hanno lavorato bene con la raccolta differenziata, ma sono solo il 20 per cento dei Comuni e tutti centri minori. Non c’è nemmeno un capoluogo di provincia e nemmeno una città con più di 30 mila abitanti, mentre la popolazione dei comuni premiati è di 456 mila abitanti, neanche il dieci per cento dei siciliani. La nostra regione nel 2018 (dati Ispra) era ancora l’ultima in Italia per differenziata e, quindi, c’è veramente tantissimo lavoro da fare se si vuole ribaltare il risultato complessivo della Sicilia e farla risalire dal fondo delle classifiche nazionali”.

“Siamo consapevoli dei miglioramenti che ci sono già stati nel corso del 2019 in provincia rispetto all’anno precedente, ma bisogna certamente fare meglio, bisogna fare di più – esorta la deputata M5S – e la Regione deve tendere la mano agli enti locali, con provvedimenti più strutturati. In una nostra mozione, lo scorso luglio ne avevamo proposto alcuni, per contrastare l’abbandono massiccio dei rifiuti in strada: innanzitutto chiarire le competenze tra i vari enti, istituire un fondo a disposizione dei Comuni in difficoltà che si trovino a fronteggiare l’emergenza rifiuti nei propri territori e le raccolte straordinarie, promuovere accordi tra enti per garantire una repressione dura nei confronti di chi sporca, installare capillari reti di videosorveglianza, inserire una clausola nei bandi di gara settennali dei rifiuti che obblighi le ditte aggiudicatarie alla rimozione ai bordi delle strade e alla pulizia delle micro-discariche, senza costi aggiuntivi”.

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