HUMANITAS…di Pierpaolo Galota. “I 2 Papi”: figure di umanità

Recentemente ci sono state diverse notizie riguardanti: Papa Francesco e il papa emerito Benedetto XVI, per quanto concerne alcune prese di posizione sul celibato sacerdotale, frutto anche dell’uscita del libro del Cardinale Robert Sarah.

Le righe che seguiranno vede come protagonisti sempre i due i Papi, ma non tratterà nessun argomento riguardante: tensioni vaticane, intrighi di potere e altri elementi di cui ne vanno ghiotti i alcuni lettori e media.

“I due papi” è un film uscito nel 2019, diretto da Fernando Meirelles, basato sull’opera teatrale “The Pope” scritta da Anthony McCarten nel 2017, e quest’ultimo ha anche collaborato alla sceneggiatura del film.

Si tratta di un’opera di trasposizione letterale, una tecnica molto cara al regista Meirelles. La pellicola è stata distribuita da Netflix, nota piattaforma streaming operante in gran parte del mondo. La fiction ha avuto un notevole successo, sia per come ha trattato alcuni temi (preghiera, rapporto con Dio, autorità, ecc.) e anche perché incuriosiva vedere come protagonisti i due papi all’interno di un film.

“I due papi” è una fiction che vede come protagonisti gli ultimi due papi della Chiesa nelle fasi antecedenti alla rinuncia di Benedetto XVI. Il regista racconta la storia diversamente da come molti la vorrebbero, piuttosto che porre l’accento su scandali, giochi di potere, influenze; preferisce porre al centro la storia di due uomini di fede che devono prendere una decisione non certamente facile.

Gli attori principali sono Jonathan Pryce, nel ruolo di Jorge Bergoglio,  e Anthony Hopkins in quello di Joseph Ratzinger.La storia inizia con il cardinale Bergoglio desideroso di andare in pensione, di tornare ad una vita meno frenetica, vuole ritirarsi dal suo incarico per tornare a fare il parroco, decide di scrivere al Papa e di presentare le sue dimissioni. Si dirige a Roma per parlare di persona delle dimissioni, senza però sapere che anche Benedetto XVI, stava meditando sulle proprie dimissioni, su un passo complicato e senza precedenti per il Vescovo di Roma.

L’incontro fatidico tra i due avviene, in una location un po’ diversa dai palazzi vaticani, il regista sceglie come luogo dell’incontro la sede estiva del Papa: Castel Gandolfo, dove è possibile ammirare uno splendido giardino. L’inizio dell’incontro non è di certo roseo,vi è una discussione fra i due, ma rimane pur sempre un incontro fra uomini di fede.

All’interno del film ci sono anche lunghe sequenze legate al passato argentino di Bergoglio;si tratta di scene ben studiate, che danno vitalità al film, pur essendo alcune volte in bianche e nero rendono le conversazione tra i due uomini reali e aiutano a immergersi nel discorso trai i due.

Le scene argentine fanno comprendere il protagonista principale: il cardinale Bergoglio; ma ciò non significa che Raztinger risulta essere una figura di secondo piano.

In questa pellicola è messa in risalto l’umanità dei personaggi, non la bellezza e lo sfarzo delle istituzioni o dei palazzi. È un segnale importante, che il regista lancia, e che aiuta a concentrarsi ancora meglio sulla storia dei due protagonisti. I luoghi dove si svolgono i fatti sono filmati in modo eccezionale, e non predominano la scena e aiutano a trasmettere in modo più incisivo il messaggio del regista.

Il film induce a riflettere su temi interessanti, in particolare su cosa significa nella vita di un uomo prendere una decisione importante, cosa comportano queste scelte in chiave spirituale e umana. Altri spunti di riflessione riguardano comesopportare il peso del passato, per prendere le decisioni per il futuro, o anche il ruolo della preghiera e della meditazione nella vita di colui che è chiamato a decidere e a governare.

 

Due uomini di fede con un percorso differente di vita, con scelte vocazionale particolari, che non si incrociano, ma che vanno avanti in modo parallelo. Due uomini che si stimano a vicenda, che hanno la stessa visione sul ruolo del Papa, della Chiesa, della vita di fede e di preghiera.

Il film si ispira, senza dubbio, a fatti reali, noti e passati alla storia. Racconta due persone reali, anche se con sfumature importanti in alcuni punti. Nel complesso è rispettoso nei confronti della Chiesa, e dei due Papi, ma in alcuni casi c’è qualche caricatura: momenti inventati e conversazioni immaginare, frutto della fantasia del regista.

I momenti inventati potrebbero essere dovuti al paragone mediatico che oppone i «conservatori» ai «progressisti», ma questa ipotesi lascia il tempo che trova. Basta vedere la prima conversazione è dal tono duro, ma via via si nota come c’è un progressivo riavvicinamento dei due personaggi e la nascita di una splendida amicizia.

Un’amicizia che si fonda su elementi importanti: profonda fede in Dio con cui si parla, consapevolezza dell’importanza della missione ecclesiale, e della vita di fede.

La recensione del New York Times sottolinea come ogni personaggio ha un doppio ritratto: questioni di fede da un lato e le responsabilità morali dall’altro. Gli attori riescono a definire bene la dimensione psicologica e spirituale dei personaggi.

Le scene del film sono veramente umane e credibili, non ci sono grandi discussioni sulla Chiesa, ma al centro di tutto c’è la vita, di chi è chiamato a guidare e animare la Chiesa. I flashbacks  contenuti all’interno del film aiutano a comprendere ancora meglio il mistero dell’essere umano e della sua coscienza.

Le colonne sonore sono anche esse di eccezionale valore artistico, calibrate allo stile e alla personalità dei due protagonisti. Un film riuscito non solo stilisticamente, ma anche sul piano tematico e umano.

Non racconta super uomini, ma la vita umana che si realizza nel quotidiano, attraverso scelte, gioie, dolori e superamento delle difficoltà.

Il film narra la vita di due papi, che si susseguono, sì non si assomigliano, ma la buona notizia è che i due sono due buoni amici, e che alla base della loro amicizia c’è il rispetto e la stima reciproca.

“I due papi” è un film che merita di essere visto per comprendere,che la Chiesa è fatta di uomini in carne ed ossa, e che vivono il quotidiano come tutti gli uomini del

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