Ragusa. Cerimonia in Prefettura per il “Giorno della Memoria”

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Lunedì prossimo 27 gennaio, con inizio alle ore 9.00, nel Salone d’Onore della Prefettura di Ragusa, in occasione del “Giorno della Memoria”, si svolgerà la manifestazione celebrativa della significativa ricorrenza, nel corso della quale – come da accluso programma – si procederà alla consegna di una “Medaglia d’Onore” conferita dal Presidente della Repubblica alla memoria del militare Puzzo Francesco, quale vittima di deportazione e di internamento nei lager nazisti.

All’evento, promosso dal Prefetto Filippina Cocuzza, nella doverosa consapevolezza di conservare e dover tramandare la memoria storica della barbarie nazista e commemorare le vittime dell’olocausto, sono stati invitati a partecipare il Vescovo della Diocesi di Ragusa, i Sindaci dei Comuni della provincia, il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, le componenti istituzionali a vario titolo interessate, nonché i familiari dei decorati iblei, coinvolti nell’ambito delle iniziative organizzate a margine della cerimonia.

Sulla base del progetto avviato lo scorso anno dalla Prefettura, finalizzato ad inserire il territorio ibleo nel circuito delle c. “Memorie d’inciampo”, mutuando il progetto delle Stolpersteine denominato “Pietre d’inciampo”, si procederà nel corso della stessa mattinata e nei giorni a seguire alla posa di tali manufatti dinanzi alle abitazioni dei decorati ragusani che hanno subìto la deportazione e la prigionia, per i quali i familiari hanno avanzato istanza, nonché presso altri Comuni che, aderendo all’accordo sottoscritto lo scorso anno al riguardo, hanno curato l’organizzazione delle singole cerimonie in loco.

Come negli anni passati è prevista la partecipazione di una rappresentanza del mondo della scuola, partendo dal presupposto che è di fondamentale importanza ricordare e tramandare la memoria per consolidare nella nostra cultura e, soprattutto, nel modo di pensare dei giovani il rifiuto incondizionato della violenza dell’uomo sull’uomo e della sopraffazione in genere.

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