Aerei a tariffe ridotte in Sicilia: “Nel piano anche Trapani e Comiso”

Rendere più accessibili i voli da e per la Sicilia. A beneficiarne non saranno solo i voli che riguardano gli aeroporto di Palermo e Catania, ma anche quelli  Comiso e Trapani, grazie alle cosiddette tariffe sociali. “Le tariffe sociali non risolvono il problema del caro voli perché lo risolve soltanto per determinate categorie di persone ma stiamo già lavorando alla continuità territoriale che è un altro obiettivo che ci siamo posti – ha affermato il viceministro Giancarlo Cancelleri -. Sono iter legislativi molto lunghi, dobbiamo avere a che fare con l’Europa che non è detto ci dica di sì su Palermo e Catania. Il grande fatto è che per Trapani e Comiso già a marzo del 2020 avvieremo la gara di appalto ed entro l’estate del 2020 avremo già gli aerei a prezzi da continuità territoriale su varie tratte. Da Comiso si farà Roma e Milano, da Trapani faremo Verona, Ancona, Napoli e altre tratte importanti”.

Ll primo emendamento, firmato dalla senatrice di M5s Barbara Floridia, prevede a partire dal 2020 prezzi agevolati in partenza o in arrivo a Palermo e Catania per studenti fuorisede, persone con grave disabilità ai sensi della legge 104, lavoratori e «migranti per ragioni sanitarie» con reddito inferiore ai 20mila euro l’anno.  Spetterà al Ministero dei Trasporti, una volta varata la Manovra, definire i dettagli attraverso un decreto attuativo, ma l’obiettivo è raggiungere almeno il 30% di sconto su ogni biglietto. Per quanto riguarda l’attuazione, il viceministro prevede tempi rapidi, “anche perché stiamo già lavorando a una bozza di decreto”.

  L’altro emendamento, firmato dai senatori di Italia Viva, Davide Faraone, Valeria Sudano e Matteo Renzi, è invece relativo a ogni cittadino siciliano, a prescindere dalle esigenze e dal reddito, ma l’entrata in vigore è complessa: si parte da una conferenza di servizi al ministero dei Trasporti insieme al presidente della Regione per stabilire le tratte, poi ci saranno le gare con i vettori. I fondi previsti per la misura così come per il primo emendamento sono 25 milioni di euro. L’iter, spiega Sudano, «è abbastanza lungo, ma prevediamo di arrivare alla meta entro il 2021. Quanto alla Commissione Ue, siamo certi che non avrà nulla da ridire, perché non è aiuto di Stato»
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