“L’impianto bio-metano a Modica”. Il sindacato interviene

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Il bio-metano è una delle forme alternative e sostitutive di produzione di energia rispettosa dell’ambiente e dovrebbe essere patrimonio infrastrutturale delle aziende agricole e della filiera agro-alimentare del nostro territorio, per dotarle di strumenti avanzati di tutele del bene- ambiente, perché in tal modo riteniamo potrà essere ridotta notevolmente l’immissione di agenti inquinanti nel suolo e nell’aria.

A Modica, quello che dovrebbe sorgere nella contrada Zimmaldo Bellamagna è nei fatti un impianto di produzione di bio-metano a forte valenza industriale, che – secondo la Cgil – mal si colloca nella zona individuata per la sua edificazione e realizzazione.

La Cgil è per la produzione di energia alternativa, in sostituzione dei modelli di produzione energetica attualmente in atto fortemente inquinanti, che sia rispettosa dell’ambiente, che riduca notevolmente l’impatto inquinante e non è, in linea di principio, contraria a quelle attività, anche industriali, di produzione di energia pulita se esse siano in possesso di tutti i requisiti tecnici e scientifici posti a salvaguardia della qualità della vita dei cittadini e dell’ambiente.

“Sul costruendo progetto, ci permettiamo di eccepire soltanto la erronea, non adeguata e superficiale individuazione del luogo ove tale struttura dovrà insistere e lo evidenziamo per l’impatto ambientale che le caratteristiche dello stesso immancabilmente determineranno su quella parte ampia di territorio interessato, con effetti tali da causare lo stravolgimento della vocazione agro-turistica di buona parte della fascia costiera lambente le due città di Modica e Pozzallo – dicono i segretari delle Camere del Lavoro di Modica e Ragusa, Salvatore  Terranova e Peppe Scifo-      Da parte nostra non vi è nessun atteggiamento demonizzante né contro l’Azienda, perché, in questo caso particolare, si tratta di un’ Azienda importante, le cui caratteristiche imprenditoriali e di serietà richiedono – da tutti, nessun escluso – massima considerazione. Né contro la tecnologia alla base di questo progetto. Si tratta del resto di avviare un processo di riconversione energetica del nostro territorio, che dovrà portare gradualmente alla dismissioni di un modello altamente e intensamente inquinante, se vogliamo realmente, con un atteggiamento scientifico e razionale, creare condizioni di garanzia della tutela ambientale e della vita.

Tutto ciò, non può esimerci, tuttavia, di chiedere in primo luogo all’Azienda intestataria del progetto di produzione del bio-metano di tener conto delle manifestate esigenze del territorio tutto e di quella parte di territorio interessata dalla struttura e di porsi in funzione degli interessi generali della nostra comunità, prendendo atto che non sussistono le condizioni basiche per il siffatto insediamento  nel luogo individuato.

Siamo impegnati fortemente e con convinzione a promuovere forme di sviluppo sostenibile, sia sul piano ambientale che su quello sociale, ragion per cui teniamo conto delle ragioni di natura produttiva parallelamente alla salvaguardia dell’ambiente. Consapevoli della necessità di espansione del tessuto produttivo nel nostro territorio,  chiediamo all’azienda di rimodulare le condizioni del progetto limitatamente al luogo ove insediarlo, individuandone uno più adeguato e con minore impatto ambientale e paesaggistico. Noi pensiamo che vi siano le condizioni tecniche e burocratiche per spostare tale insediamento industriale nella zona industriale, senza disperdere il finanziamento ricevuto per la realizzazione dell’impianto né di fare tramontare un intervento che riteniamo imprescindibile per la configurazione socio-economica del nostro territorio”.

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