Comune di Comiso, arriva il commissario ad acta per il bilancio

Con “soli” sette mesi di ritardo rispetto al termine per l’approvazione del consuntivo 2018 e quasi quattro, inspiegabili, dopo essere stato nominato, un commissario ad acta della Regione Siciliana si è insediato a Comiso per assicurare l’approdo in aula e l’approvazione dello strumento finanziario.

Con l’insediamento del commissario regionale, che sancisce il ricorso ai poteri sostitutivi della Regione per l’approvazione del bilancio consuntivo 2018, è definitivamente certificato che non solo Comiso non è affatto diventata bellissima, ma è tornata in poco più di un anno all’orrore dell’Amministrazione Alfano, che dal 2008 al 2013, tra passerelle, sprechi, continue perquisizioni da parte delle forze dell’ordine e commissariamenti vari consegnò la città al dissesto finanziario e al fallimento. Lo sostengono i consiglieri comunali dei gruppi Spiga e Partito Democratico, Gaetano Gaglio,  Filippo Spataro, Fabio Fianchino e Gigi Bellassai, secondo i quali l’attuale amministrazione, capace di approvare il suo primo bilancio , il previsionale 2019, con oltre 4 mesi di ritardo ed un impianto quantomeno discutibile, è riuscita persino a migliorare il proprio record con il secondo adempimento obbligatorio. I sette mesi di ritardo per il consuntivo 2018, che la giunta ha di recente approvato certificando un disavanzo annuale di quasi tre milioni di euro, in attesa del giudizio dei revisori dei conti, non hanno permesso neppure ad una Regione come quella amministrata oggi da una destra inconcludente e in letargo di poter far finta di nulla.

“Il commissario ad acta, nominato il 26 luglio scorso, dopo quasi quattro mesi, non si capisce aspettando cosa, non ha potuto che insediarsi per fare quello che giunta e maggioranza non sono stati capaci di fare.

Ora attendiamo che il rendiconto arrivi inaula per verificare le cause del disavanzo che appare preoccupante, visto che il prima del 31 luglio dell’anno scorso ci era stato assicurato dall’Assessore Pepi, in aula e in commissione, che i conti erano in equilibrio e visto che sia a ottobre che a novembre dello scorso anno, in sede di variazioni di bilancio, maggioranza e amministrazione avevano ribadito che per il 2018 non era necessario intervenire in alcun modo con misure correttive perché era tutto perfettamente in ordine”.

Intanto preannunciamo una interrogazione consiliare per capire a quanto ammonta il costo dell’intervento sostitutivo che i comisani dovranno necessariamente pagare e i motivi che lo hanno causato.

Se servissero ulteriori prove dell’incapacità amministrativa di questa giunta, oggi ce le fornisce, con tanto di certificazione, persino l’amministrazione regionale.

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