HUMANITAS…di Pierpaolo Galota. Remo Bodei: il filosofo del quotidiano

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«Fa parte della nostra comune esperienza pronunciare o ascoltare continuamente giudizi relativi al «bello» e al «brutto». Quando però ci si interroga sul loro preciso significato, di rado si sfugge all’imbarazzante conclusione di averne solo una intuizione povera e vaga, difficilmente articolabile».

Questo è l’inizio de “Le forme del bello”, uno dei testi più letti nei corsi di Estetica, scritto da Remo Bodei. Un testo breve ma denso, che rispecchia tutto il lungo percorso di studi e di vita di Remo Bodei, filosofo e storico delle idee, recentemente venuto a mancare il 7 novembre 2019 all’età di 81 anni.

Remo Bodei è nato a Cagliari nel 1938, dopo gli anni giovanili trascorsi nella terra natia, si laurea e ottiene la licenza in Filosofia, decide di recarsi nell’università tedesche per un ulteriore approfondimento, negli anni della formazione tedesca entra in contatto con eminenti figure come Ernst Bloch, Karl Löwith ed Eugen Fink. Il suo percorso filosofico ha avuto sempre come focus principale l’idealismo classico tedesco, ma fedele alla ricerca allargò il suo raggio d’azione al pensiero utopistico del Novecento e al marxismo non ortodosso. Attivo anche nel dibattito italiano, in particolare vicino a posizioni di sinistra non comuniste, sottolineava spesso come ci fosse bisogno di una politica seria ispirata ai valori frutto di una lunga tradizione. Nel pieno della sua gioventù si avvicinò anche Movimento studentesco del ’68, ma rapidamente ne riconobbe gli eccessi e le degenerazioni, prendendone le distanze.

Per molto tempo è stato docente di Storia della Filosofia e di Estetica presso la Scuola Normale Superiore e l’Università di Pisa, a partire dal 2006 ha tenuto corsi di Filosofia presso l’Università della California, oltre ad essere visiting professor di fama mondiale viaggiando in lungo in largo per il mondo.

Il professor Bodei è stato un filosofo importante nel panorama culturale italiano e non solo, i suoi scritti ora diventano un’eredità di assoluto rilievo. È stata una persona capace di dialogare con tutti intellettuali e non, perché i suoi scritti sono intessuti di un pensiero aperto e soprattutto umanistico, che tocca chiunque legge. Un uomo presente nel mondo, che ha incentrato la sua riflessione sulla modernità, però senza mai dimenticare la lezione dei classici, e i valori che hanno trasmesso, riguardo al pensiero dei classici soleva dire che questo «rifiorisce a ogni stagione, giacché essi sono più contemporanei dei nostri contemporanei».

Il suo filosofare si basava sul legame, alle volte quasi invisibile, che c’è tra passioni e ragione, semplicemente perché viveva l’esperienza umana, e riteneva che questa fosse attraversata da una tensione composta da elementi «freddi», quindi logici e astratti, e da elementi «caldi», come le emozioni.

La filosofia di Remo Bodei non hai mai tagliato con il senso comune, cioè con il pensiero dei non filosofi, ma ha cercato sempre di trovare una forma di dialogo con tutti. Una filosofia aperta a tutti, che non chiudeva le porte a nessun lettore o uditore. In riferimento al rapporto tra filosofia e senso comune diceva che «Tutti assimiliamo, inevitabilmente e senza saperlo, molteplici idee filosofiche che restano opache fino a quando non si interrogano sul loro significato».

Il compito del filosofo per Bodei non era solo quello di spiegare in concetti chiari e semplici il proprio pensiero, ma anche quello di aiutare i non filosofi a non accogliere concezioni in modo supino.

In tutti i suoi testi si possono rintracciare diversi temi inerenti la vita quotidiana, il dualismo passioni-ragione, la trasformazione dell’io, il limite e l’irruzione delle macchine e della biotecnologia, il cambiamento e la perdita di memoria. Questi sono l’impronta indelebile in tutti i suoi libri: Geometria delle passioni, Ordo amoris, Logiche del delirio, Destini personali, Le forme del bello, Piramidi di Tempo, e l’ultimo testo uscito a settembre Dominio e sottomissione. Schiavi, animali, macchine, Intelligenza Artificiale e tanti altri.

Bodei non era un superuomo, ma uno come tanti, che ha fatto della sua passione per la cultura la sua ragione di vita. Un uomo apprezzato da tutti per la sua signorilità, correttezza ed equilibrio. Un profilo scientifico di tutto rispetto, caratterizzato da una grande cultura, grande conoscitore delle lingue classiche e moderne, una memoria prodigiosa che gli consentiva di recitare e declamare versi e opere con fluidità. Chi lo ha conosciuto di persona, lo ricorda come un laico impegnato nel dialogo con la dimensione religiosa del mondo, attento agli altri e alla loro vita, e soprattutto attento agli sviluppi tecno-scientifici aprendo un confronto sulle tematiche etiche contemporanee. Vedeva nell’etica non un freno per l’umanità, ma una guida solo se si affronta la realtà con umiltà.

Nel libro Filosofia del Novecento (e oltre) scrive: «in questo universo in perenne movimento, la realtà va ridisegnata e reinterpretata di continuo; il concetto di “dati sensibili” rigidamente positivistico va sciolto […]; anche il linguaggio e i moduli di pensiero devono mutare, scombinarsi, ricomporsi a livelli diversi e asimmetrici, acquistare maggiore plasticità ed elasticità, per tener dietro a stati di coscienza e a progetti di intervento su un mondo mutevole che hanno un alto coefficiente di obsolescenza; devono andare sempre oltre la capacità media di ricezione del grosso pubblico, che raffigura il ricostituirsi del momento inerziale, la passività e la reificazione che rapidamente si riproduce a ogni nuova avanzata».

Bodei è stato e rimarrà uno dei più grandi pensatori e filosofi del panorama italiano, lascia una grande eredità culturale, legata molto anche alla contemporaneità che viviamo. Le sue pagine continueranno a donare emozioni, continueranno a far riflettere perché sono pagine che parlano di vita, di dati insoliti, e che trasmettono l’amore per la ricerca e l’avventurarsi nel pensiero. Bodei lascia un grande insegnamento: fare filosofia con il compito etico di comprendere il senso delle cose, dei fenomeni astratti o comuni, e di comprendere il nesso relazionale, perché non basta vivere nel mondo delle idee bisogna confrontarsi quotidianamente con la realtà.

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