Da un paio di mesi Piergiorgio Barone, scrittore ed ex docente modicano, conduce una ‘battaglia’ (quasi solitaria), affinché la Colombaia “Di Vittorio”, presso il cimitero di Modica, venga riabilitata alla frequenza dei parenti dei defunti ivi inumati, per portare loro un fiore, accendere un lumino. La Colombaia, di privata(è della Cooperativa Di Vittorio) è inibita a qualsiasi accesso poichè pericolosa. Migliaia di defunti da 7 anni non possono essere visitati, neanche nel giorno a loro dedicato. “Tramite Facebook – spiega Barone – avevo chiesto a tutti gli amici di Modica che oggi o domani andranno al cimitero, di scattare una foto del transennamento e delle impalcature anti-intrusione e postarle. A mezzogiorno, invece, mi giunge informazione della riapertura momentanea della Colombaia al viale San Massimo, alle spalle e confine con la nuova sede del cimitero.
Mentre chiedevo al Sindaco Ignazio Abbate ed al sindacalista Enzo Roccasalva, ex presidente della “Società Cooperativa Di Vittorio” la necessaria dignità politica e morale di dare una risposta al tentativo di recupero di questa struttura che rischia di crollare, dobbiamo subire l’affronto di una riapertura della colombaia per due o tre giorni.
Parlo di affronto all’ intelligenza dei modicani, perché se si riapre la colombaia per due o tre giorni con una frequenza e presenza enorme di parenti dei defunti, la struttura si ritiene agibile. Mentre non si ritiene tale durante tutto l’anno con poche decine di persone alla settimana!
Ragionamento tecnico assurdo. Ci si assume responsabilità civili e penali per pochissimi giorni difficili e non si assume per 360 giorni di quasi vuoto.
Dietro questo “gioco” si nasconde qualcos’altro”.
