“Cento Passi per Modica non si ferma e autorizza il sindaco a copiare”

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Lo scorso 22 settembre, esponenti di 100 Passi per Modica hanno fatto  un sopralluogo, accompagnati da alcuni residenti, nel quadro di un’indagine sui temi della sicurezza dell’alveo del Torrente Pozzo dei Pruni, oltre che sulle criticità e le opportunità dell’intera zona. “In quell’occasione – spiega Antonio Ruta – abbiamo evidenziato, insieme ai presenti, l’importanza culturale della Fornace della calce (c.d. Calcara), che ivi insiste, ipotizzandone l’utilizzo come “museo di archeologia industriale”. Immediatamente “notiziato” di questa nostra visita, da qualche “disinteressato” informatore, il sindaco pro-tempore, ossessionato dall’idea che possano esistere e operare nella Città forze portatrici di idee e progetti, si è letteralmente “precipitato” sul posto, nel pomeriggio della stessa domenica, decidendo di imprimere un’accelerazione spasmodica – non si sa con quali procedure e/ o atti amministrativi – agli interventi di scerbatura e di sistemazione dei luoghi adiacenti alla Fornace, per la cui fruizione pubblica non è dato conoscere quali misure di sicurezza siano state adottate”.
Centopassi esprime grande soddisfazione per essere stati, anche solo con la loro  presenza sui luoghi, “la causa scatenante di un intervento che, dopo anni e diverse sollecitazioni, sempre inesitate dall’amministrazione Abbate, ha restituito alla Città un significativo esempio di archeologia industriale. Non possiamo, tuttavia, non evidenziare che dai fatti, come sopra narrati, il passo è stato breve per scadere nella farsa e nel grottesco: perché la propaganda abbatiana, generosamente alimentata dalla stampa locale, ha enfatizzato l’intervento del sindaco come fatto “epico”, parlando di “tempi record” e scoperta “quasi casuale” della Fornace da parte del primo cittadino. Farsa e grottesco: perché il sindaco conosceva i luoghi, avendo già compiuto, circa 4 anni fa, un sopralluogo alla Fornace della calce, in quell’occasione promettendo gli interventi che, invece, ha eseguito solo oggi e solo, lo si ribadisce, per “occultare le prove” della sua reale inefficienza. Farsa e grottesco:
perché secondo taluni documenti pubblici, il Comune era stato autorizzato, già nel 2016, ad entrare nella proprietà privata della Fornace per compiere gli interventi di scerbatura, solo oggi realizzati.
Stando così le cose – continua Ruta – ci sembra chiaro che il 117° anniversario dell’alluvione del 26 settembre, usato dalla propaganda abbatiana per parlare delle Calcare, diventa una concomitanza puramente strumentale, dietro cui si mal dissimulano comportamenti “maniacali” di un sindaco “malato” di inutili primogeniture”.

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