Modica, la Cgil: “Sul walfare occorre un ridisegno”

“La Cgil da mesi ha fatto riferimento alla necessità di un ridisegno del Welfare locale a Modica alla luce dei nuovi bisogni emergenti. Rispetto ad un quadro diverso di esigenze e di bisogni che doveva rappresentare il punto di partenza per la costruzione del Welfare occorrente che avrebbe richiesto una diversa disposizione e disponibilità dell’Amministrazione, che mai ha manifestato l’apertura necessaria per affrontare, in un contesto di confronto, una opera di adeguamento del sistema socio-assistenziale e sanitario al nuovo profilo socio-economico del territorio”.
Il sindacato, insomma, denuncia che nulla è avvenuto in direzione del ridisegno del sistema di protezione locale rispetto a ciò che affiora dagli strati sociali, così come non si è verificato nessun recupero della dignità degli operatori che prestano la loro attività di lavoro entro l’attuale assetto dei servizi alla persona.

“All’interno del sistema sociale di intervento, oltre all’utente che ha diritto alla prestazione, e che è il presupposto di fondo della organizzazione sociale di prossimità, l’altro soggetto che costituisce il punto di forza e di realizzazione è l’operatore -lavoratore, il più delle volte assunto con forme di lavoro precario, che è diventato la vittima non illustre di un processo che ha reso la loro dimensione lavorativa e sociale quasi una tragedia.
Qui siamo alla tragedia sociale ed economica: è quella che vivono sulla loro pelle i lavoratori quando il datore di lavoro non paga loro le spettanze. Questo succede in silenzio a Modica: tantissimi operatori di questi servizi, utili alla collettività, prestano attività per conto delle cooperative sociali (loro parte datoriale) e non ricevono da queste gli emolumenti per molti mesi, in alcuni casi addirittura da anni, per la semplice ragione che le stesse non vengono pagate dall’ente committente, in questo caso il Comune di Modica, che è tremendamente indietro nel liquidare loro le fatture relative ai servizi resi.
Alla questione nessuno sembra interessarsi. Nessuno! Neanche questa Amministrazione è riuscita ad invertire la tendenza che viene da lontano, quella di aver fatto diventare tutti questi operatori “volontari involontari”, nessun altra definizione al momento calza meglio di questa, dato che ancora prestano i loro compiti, forse perché hanno ancora la speranza che un giorno, probabilmente, potranno riscuotere i loro compensi.
Del resto come si potrebbero altrimenti definire questi lavoratori, che, con il loro lavoro, purtroppo, non retribuito, se non saltuariamente, nella sostanza costituiscono il nerbo di una dimensione sociale su cui poggia un reticolo di servizi alla persona, che andrebbe meglio valorizzato e adeguatamente canalizzato, costituendo un punto di forza sociale?
L’Amministrazione sostiene di aver amplificato i servizi, dice di averne costituiti altri che pubblicizza come nuovi, ma non riesce a garantire con regolarità il pagamento della fatture alle cooperative, che, per questo motivo, non corrispondono le spettanze agli operatori. A causa del predetto motivo a Modica i ritardi che le cooperative hanno contratto con i loro lavoratori non ha rivali forse in tutta la Sicilia. E infatti gli operatori sia incardinati nei servizi attivi da tempo che quelli impegnati nei servizi nuovi non hanno scampo, lavorano, garantiscono i servizi, ma non c’è alcuna certezza dei tempi e dei modi per le loro spettanze. I ritardi negli emolumenti vanno da 15 mesi in su,. ma il Sig. Sindaco, tanto attivo in tutto, sempre pronto a pubblicizzare le sue realizzazioni, che spesso sono anche il frutto del lavoro fatto anche da altre Amministrazioni, sul questo dramma sociale non spende una parola, anzi cerca di nasconderlo, come se non esistesse”.
Per la Cgil urge una soluzione. “Il Sindaco faccia meno iniziative di sponsorizzazioni e di pubblicità delle sue attività e concentri le sue energie, inesauribili, a dare risposte alla dignità di questi lavoratori. Il bello a Modica viene sempre infangato da questi drammi”.

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