Scicli ha dato l’estremo saluto al dottore Bartolo Guccione

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Nella chiesa Santa Maria La Nova Scicli sono state celebrate da Don Ignazio La China le esequie al dottore Bartolo Guccione, il “presidentissimo” che ha fatto la storia del calcio sciclitano. A parlare è la figlia Angela: “Ora sarai la nostra luce, ci proteggerai da lassù, grazie papà, siamo orgogliosi di te”. “Hai cresciuto due figli meravigliosi – ha detto nel suo intervento la figlia Angela -. Nonostante i tuoi difetti, sei stato un padre amorevole. Ora sarai la nostra luce, ci proteggerai da lassù, grazie papà, siamo orgogliosi di te”. L’applauso ha accompagnato il feretro fino al veicolo che lo ha trasferito presso il cimitero comunale. “Per me era un padre – lo ha ricordato l’ex centrocampista dello Scicli, Antonello Bonaventura, presente insieme a decine di altri ex giocatori cremisi -. Sono arrivato a Scicli a 16 anni e lui mi ha accolto come un figlio. Per me oggi è una tristissima giornata.

Di seguito la figura di Guccione tracciata dalla collega Pinella Drago
Bartolo Guccione, nella vita professionale farmacista con attività a Modica in Via Nazionale, morto, all’età di 79 anni, sabato sera nel reparto di lungodegenza dell’ospedale Busacca. Un evento luttuoso che ha “toccato” emotivamente la città. Grazie a lui, grazie a Bartolo Guccione, gli sciclitani, e la provincia iblea tutta, hanno potuto assistere a gare di grande calcio, con uomini di valore venuti da ogni parte dell’Isola e dalle Regioni vicine e con giovani calciatori nostrani formatisi alla corte di esperti allenatori che il presidente dalla poche parole trovava sempre pronti a guidare la sua squadra. Negli annali conservati a casa Vanasia, spicca il successo nel campionato 1975-76. I magnifici 18 calciatori, Aloi, Coscia, Cuzzilla, Giaquinta, Graziani, Iacono, Liuzzo, Macrì, Malignaggi, Marini, Migliore, Pace, Pitino, Sgroi, Vendramini, Voi, Zappulla e Zisa, che quell’anno componevano la squadra sotto la guida tecnica di Zelindo Bisi, riuscirono a fare vivere momenti di grande gioia con la vittoria del campionato e l’approdo in Serie D. Una vittoria per la città, una vittoria per i calciatori, una vittoria per il presidente Guccione. “Il presidente delle tante battaglie, di tante vittorie, di tanti traguardi – ha scritto di Lui Eugenio Sanfilippo nel numero unico ideato in quell’occasione dal compianto giornalista Santo Vanasia – ha portato la sua squadra dalla Prima Categoria alla Promozione. Vittorie durante la sua presidenza ne ha accumulate parecchie ma quella di quel pomeriggio del giugno 1976 anche lui non la scorderà”. Un grande striscione campeggiava al “Ciccio Scapellato” con su scritto “Viva il presidente Guccione” in una festa di popolo che la città mai dimenticherà. “Viva il presidente Guccione”, che il massaggiatore Mario Iurato adorava come uomo e come sportivo vero. “Bartolo Guccione è un uomo a cui non si può dire di no – ebbe a sottolineare in quell’anno che sancì la Promozione per l’U.P. Scicli calcio in Serie D il massaggiatore dal lavoro oscuro ma molto importante – sono venuto a Scicli dando la mia collaborazione per la stima e la sincerità che ho per il presidente Guccione non solo per i meriti sportivi ma, in principal modo, per le sue notevoli qualità umane”. L’uomo, lo sportivo, il professionista che non nascondeva le lacrime quando i suoi ragazzi uscivano vittoriosi dai campi di calcio fra nuvole di polvere e che ad ogni inizio di campionato assicurava: “cercheremo di disputare un campionato dignitoso, di prenderci qualche soddisfazione e soprattutto di valorizzare i giovani”. E di giovani ne ha scovati tanti, il caro Bartolo la cui passione per il calcio e l’affetto per lo Scicli calcio e la città di Scicli andavano a braccetto con la sua spiccata personalità. Per lui il cordoglio del sindaco Enzo Giannone e dell’Amministrazione comunale: “uomo che ha amato Scicli sino a portarne in alto il nome in ambito sportivo e calcistico come nessun altro”. Tanti messaggi di vicinanza alla famiglia. I giovani di Forza Italia lo hanno ricordato “per la sua lungimiranza che ha portato il calcio sciclitano a livelli mai raggiunti” e tanti calciatori lo ricordano come uomo, sportivo e professionista perbene dotato di grande e nobile altruismo. Caratteristiche che raramente si trovano nell’essere umano ma che nel dottor Bartolo Guccione albergavano alla grande.
Pinella Drago

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