Il mercato immobiliare fra immigrati e oriundi

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Il 27º Forum, che si è tenuto a Santa Margherita Ligure, è stata l’occasione per “Scenari Immobiliari” per presentare le sue statistiche sul mercato mobiliare nazionale per la prima parte dell’anno. “Scenari Immobiliari” è un istituto indipendente di studi e ricerche analizza i mercati immobiliari, ed in generale l’economia del territorio in Italia ed in Europa, dal 1990.

L’Istituto rileva un buon andamento del primo semestre 2019 in Italia, con le compravendite in crescita del 12,1% in un anno dopo anni di forte crisi costante. Ciò nonostante fa notare che i prezzi medi sono ancora in calo. Milano si conferma la città con le migliori performances e Roma si attesta in risalita.

Le stime prevedono alla chiusura di quest’anno un aumento di circa il 13%, con un fatturato complessivo superiore a 5 miliardi di euro.

Come si è avuto modo di vedere su questa testata sempre Scenari Immobiliari, con la stesura della ricerca “Immigrati e Casa”, ha rilevato che un immigrato su cinque vive in una abitazione di sua di proprietà in suolo italiano, mentre oltre la metà (esattamente il 63,5%) è in affitto. Solo il 7,7% abita presso il luogo di lavoro e il 7,3% presso parenti o conoscenti provenienti dallo stesso paese di origine.

L’incidenza percentuale delle compravendite perfezionate da immigrati nel 2019 è di circa il 9% sul totale dei trasferimenti di proprietà.

La provincia di Ragusa si colloca tra le dieci province italiane ad aver registrato il maggior numero di acquisti di immobili ad uso abitativo da parte di immigrati, insieme a Milano, Roma, Bari, Torino, Prato, Brescia, Cremona, Vicenza, Modena e Treviso.

Tradotto in soldoni dal 2006 al 2018 le compravendite di abitazioni che hanno avuto come parte contraente almeno un lavoratore immigrato sono state 860 mila, con un giro d’affari prossimo ai 100 miliardi di euro.

Giuseppina Rabito, articolista e curatrice editoriale del sito utileincasa.it, fa notare che la risalita delle compravendite immobiliari, così come la crescita degli stranieri immigrati che decidono di diventare proprietari nel nostro Paese, riaccende le speranze di un settore affossato dalla recessione economica degli ultimi anni. Lo stesso  vento di ottimismo si estende all’indotto o, per meglio dire, al gigantesco indotto che include i materiali da costruzione, le attrezzature ma anche i beni di consumo più o meno durevoli che usiamo quotidianamente (arredamento, accessori per la casa, impianti di termoregolazione ecc…). Ma non bisogna abbassare la guardia, perché gli immigrati hanno una capacità di spesa molto spesso bassa per via del lavoro umile o semplicemente perché non così legati allo stile di vita consumistico dell’Occidente.

I dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate che riguardano il mercato immobiliare di Modica nel suo complesso, ossia senza distinguere fra le transazioni che hanno interessato gli immigrati e  quelle che hanno interessato soggetti oriundi, indicano prezzi medi di acquisto al metro quadro compresi fra 300 e 1250 euro. Il prezzo medio di vendita a Modica nel 60% dei casi è compreso tra 600 e 1250 euro per ogni metro quadrato di superficie abitabile.

Invece per le locazioni il range parte da 2 euro al metro quadro fino a 4,1 euro per metro quadro.

Il prezzo medio degli immobili ad uso residenziale posti in vendita (950 euro al metro quadro) è più basso di circa il 17% in rapporto alla media regionale, che si attesta a 1150 euro al metro quadro, ed è anche inferiore alla quotazione media provinciale (1000 euro al metro quadro) di un 4%.

Volendo fare un raffronto fra Modica e le città con una popolazione compresa tra 50.000 e 100.000 abitanti al primo ed all’ultimo posto della classifica dei prezzi di vendita, cioè rispettivamente Viareggio (LU) e Corigliano-Rossano (CS), Modica, con i suoi 950 euro/mq, risulta più economica del 67% rispetto ai prezzi medi al vertice e  più costosa di circa il 57% se assimilata ai prezzi medi inferiori.

Foto: Capri23auto / Pixabay