Impedito al consigliere D’Asta di potere effettuare una visita ispettiva all’impianto di sollevamento delle acque di Ragusa: “Cosa c è da nascondere?”

“Incredibile, ma vero. Perché parliamo di acqua pubblica e di sanità pubblica. E perché mi è stato impedito, venerdì scorso, di accedere all’impianto di trattamento e di sollevamento delle acque per potere svolgere la mia funzione ispettiva di consigliere. Non capisco cosa ci sia da nascondere. E, soprattutto, che cosa sia cambiato da tre mesi a questa parte. Sono, evidentemente, legittimato a pensare che non tutto funzioni per il verso giusto e che, quindi, non mi sia stata concessa l’autorizzazione ad effettuare una regolare ispezione di routine. Andiamo male, molto male”.
Così il consigliere comunale Mario D’Asta commenta quanto accaduto nei giorni scorsi in contrada Lusia dove insiste l’impianto del Comune di Ragusa. “Come è accaduto già un’altra volta – sottolinea il consigliere D’Asta – venerdì scorso mi sono presentato all’impianto chiedendo, nella mia qualità di consigliere comunale, di potere effettuare un’ispezione alla struttura. In questa circostanza, però, ho portato con me una biologa per una serie di campionamenti. Ho chiesto più volte di potere entrare per svolgere il mandato che mi è stato attribuito dai cittadini, quello di controllare e verificare. Ma mi è stato impedito, anche con l’avallo della dirigenza comunale che ha in carico la cura dell’impianto. Mi si è impedito di entrare, mi è stato spiegato, per ragioni di sicurezza e perché è necessario concordare l’incontro. Ma la funzione ispettiva consiste proprio nell’effetto sorpresa mentre le ragioni di sicurezza sono alquanto contraddittorie per diversi aspetti: perché non mi accompagnavano loro, cioè quelli dell’impianto? E perché tre mesi fa sono potuto entrare? E, inoltre, come mai c’era un amministrativo a controllare le acque, figura non competente, invece di due figure idonee e competenti come da capitolato? Ecco perché chiedo in aula, al sindaco, di comprendere le ragioni che hanno impedito l’opportunità, al sottoscritto e al professionista che mi accompagnava, di potere espletare al meglio quanto avevamo intenzione di fare, cioè di verificare la qualità delle acque che, attraverso l’impianto di sollevamento, è canalizzata nelle condutture che poi eroga il prezioso liquido nelle case di tutti i ragusani”. D’Asta aggiunge: “Voglio sperare che non ci sia nulla da nascondere e che questo atteggiamento sia figlio di un modo d’agire non condiviso dall’amministrazione. Anche perché, lo ribadisco a chiare lettere, tre mesi fa, durante un’altra visita del genere, non mi era stato frapposto alcun ostacolo mentre, adesso, non si capisce che cosa sia accaduto realmente. Anni addietro i consiglieri entravano con regolarità senza ostacoli alcuni. Ora cosa è successo? Spero davvero che ci si possa muovere con la consapevolezza che io, come gli altri miei colleghi dell’opposizione, svolgiamo il nostro compito con il pieno intento di garantire risposte ai ragusani circa l’espletamento e la qualità di determinati servizi. E certo impedirci di potere effettuare i nostri controlli non è il modo migliore per fare in modo che queste risposte arrivino. Chiedo al sindaco di censurare questo comportamento e di agevolare l’azione propositiva che i consiglieri intendono portare avanti per potere verificare che cosa è meglio per la nostra città”.

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