Presentata relazione sanitaria annuale 2018. 5 le aree del dipartimento che operano nel territorio dell’Asp Ragusa

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Nella sede del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Ragusa, presentata, oggi, in conferenza stampa, la 23^ Relazione Sanitaria delle attività realizzate, nel corso del 2018, dal Dipartimento di Prevenzione. Presenti il direttore sanitario aziendale, Raffaele Elia; il Capo Dipartimento, Francesco Blangiardi; la responsabile dell’UOS Screening, Sonia Cilia, e il responsabile Bio Statistica Medica, Riccardo Gafà.

«Ringrazio il Dipartimento di Prevenzione per le attività che svolge per il nostro territorio – così ha aperto i lavori della conferenza stampa Raffaele Elia – Attività che hanno una grande rilevanza per il nostro benessere: sono, infatti, tutte dedicate alla tutela della salute delle persone, dell’ambiente e degli animali. Gli screening sono molto importanti perché salvano la vita delle persone e l’Azienda sta puntando molto per aumentare il numero delle persone che rispondano all’invito di sottoporsi allo screening. La prevenzione secondaria e la sorveglianza di sanità pubblica sono essenziali anche per la qualità di alimenti e la loro produzione, rappresentando un presidio di sicurezza sanitaria per cittadini e imprese del territorio.»

Francesco Blangiardi, Capo Dipartimento Prevenzione, ha sottolineato l’importanza della Relazione Sanitaria «un lavoro prezioso che fornisce in modo dettagliato, preciso e puntuale, il quadro di salute della popolazione iblea. Un documento che serve come analisi e punto di partenza per migliorare le condizioni di salute dei cittadini. Molti dati e informazioni: tasso di natalità, la sicurezza alimentare, gli screening. La Medicina Scolastica, una delle poche Asp, la nostra, che mantiene questo servizio, che svolge una parte importante dell’attività di educazione sanitaria: alimentazione, igiene, fumo, alcoolismo, incidenti domestici e stradali.

Un altro ruolo rilevante importanza è quello condotto dall’ARPA – Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente – sulla valutazione della pressione ambientale determinata dall’utilizzo dei prodotti fitosanitari nelle produzione agricole che mira, in conformità con le Direttive dell’Unione Europea alla progressiva riduzione dei rischi e degli impatti negativi sulla salute umana e dell’ambiente, derivanti dall’uso di sostanze che, comunque, continuano a essere indispensabili per le rese qualitative e quantitativa delle moderne produzioni agricole. Un altro ambito peculiare delle attività del Dipartimento è quello del Servizio di Epidemiologia che offre alla popolazione le azioni di Sanità Pubblica per evitare, eliminare o controllare le malattie infettive prevenibili, appunto, con le vaccinazioni. Attività che rappresentano uno dei principali strumenti per la protezione individuale e collettiva, come anche la sorveglianza delle malattie infettive e cronico degenerative della prevenzione dei comportamenti a rischio.» Blangiardi ha ricordato il lavoro svolto dal Siav – Servizio Igiene ed Ambienti di vita che opera per la tutela igienico sanitaria della collettività.

La salubrità, sicurezza degli alimenti e della sorveglianza nutrizionale affidata al Sian –Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione. Lo S.Pre.S.A.L. – Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro deputato alla prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro.

Il Servizio di Medicina dello Sport con il compito istituzionale di tutelare lo stato di salute degli atleti. Infine, ha sottolineato l’importanza dell’attività dell’UOS di Screening svolta dalla responsabile dr.ssa Sonia Cilia e dalla sua equipe. «In Italia si registrano 350 mila nuovi casi all’anno di tumori– ha iniziato così il suo intervento. Continuando – Il programma degli screening oncologici è attivo nella ASP di Ragusa dal 2011 ad oggi e negli ultimi 8 anni ha invitato il 100% delle fasce di popolazione a rischio. Nel periodo 2011-2018 l’adesione per lo screening del tumore del collo dell’utero in media è stata del 31% e ha permesso di diagnosticare circa 15 lesioni tumorali l’anno. Se tutta la popolazione invitata avesse partecipato alla prevenzione, offerta gratuitamente, se ne sarebbero potuti diagnosticare circa 48. L’adesione per lo screening dei tumori colonretto in media è stata del 26% e ha permesso di diagnosticare circa 40 lesioni tumorali l’anno. Se tutta la popolazione invitata avesse partecipato, se ne sarebbero potuti diagnosticare circa 154.

L’adesione per lo screening del tumore della mammella in media è stata del 45% e ha permesso di diagnosticare circa 20 lesioni tumorali l’anno. Se tutta la popolazione invitata avesse partecipato se ne sarebbero potuti diagnosticare circa 45.

Nel 2018 purtroppo l’adesione per lo screening colon retto e collo dell’utero è stata molto più bassa della media prevista: svariate criticità organizzative, legate all’avvio di nuovi percorsi di screening come lo screening con l’HPV test in convenzione con l’ASP di Messina, e la carenza di organico nelle strutture sanitarie dedicate agli screening, hanno peggiorato l’efficienza del percorso. In autunno, quasi certamente, si partirà con lo screening rivolto ai soggetti potenzialmente a rischio per il carcinoma mammario “ereditario-familiare” per definirne il rischio, le modalità e tempistiche di sorveglianza, le misure di prevenzione e di trattamento nei casi di carcinoma accertato.

Per aumentare la partecipazione ai programmi di screening l’ASP di Ragusa sta attuando varie strategie: incremento dell’informazione della popolazione, incremento del personale dedicato, maggior coinvolgimento dei medici di famiglia con l’accesso personalizzato al software gestionale screening e possibilità di prenotare gli esami, incremento della distribuzione dei kit screening tumore del colonretto tramite le Farmacie del territorio provinciale.

Infine, l’intervento di Riccardo Gafà, dirigente medico, responsabile Bio Statistica Medica del Dipartimento ha illustrato dettagliatamente, servendosi di tabelle, i dati demografici.

I dati demografici della Provincia di Ragusa relativi all’anno 2018 presentano una popolazione media di 321875 abitanti di cui 159.641 maschi e 162.234 femmine. I nati durante l’anno sono stati 2.2714 con una prevalenza di maschi (1.366) rispetto alle femmine (1.348) con un tasso grezzo di natalità di 8.73 riferito alla popolazione della Provincia che risulta superiore al tasso di natalità per 1000 abitanti della popolazione italiana ma in diminuzione rispetto all’anno scorso (8.86).

Negli ospedali della provincia sono nati 3.162 bambini, un numero superiore ai bambini nati da genitori residenti, il che presuppone una fascia di utenza degli ospedali della provincia che proviene sempre più dalle province confinanti.
Il Comune con il tasso di natalità più alto quello di Acate con 10,37 %.
Il numero annuale di decessi è stato di 3160 di cui 1.546 maschi e 1.614 femmine; per il quarto anno di seguito il numero delle donne decedute supera quello degli uomini. Il tasso grezzo di mortalità è di 10,16 per mille abitanti, al di sotto del tasso di mortalità per 1000 abitanti relativo alla popolazione italiana che è di 10.70. La differenza tra il tasso di natalità e quello di mortalità comporta un saldo negativo di – 1,43 il più alto valore di sempre. Il saldo attivo in provincia è mantenuto da tre comuni su dodici: Vittoria, Acate, Santa Croce.
Per quanto riguarda l’analisi dei dati di mortalità per causa specifica si evidenzia come le malattie dell’apparato cardiovascolare, in accordo al dato nazionale, rappresentano per entrambi i sessi la principale causa di morte. Il tasso di mortalità per tale patologia per 10.000 abitanti è di 37,08 nei maschi e di 47,83 nelle femmine. La seconda causa di morte è invece rappresentata dai tumori con un tasso di mortalità per 10.000 abitanti di 26,37 per i maschi e di 18,98 per le femmine. Anche in questo caso, in accordo al dato nazionale, il tasso maschile prevale su quello femminile mentre entrambi si mantengono ben al di sotto dei valori riferiti alla popolazione nazionale (maschi 34.8; femmine 19.2 nel 2011 ultimo dato pubblicato dall’ISTAT).
La vita media della popolazione provinciale è di 77,79 anni per i maschi e 83,13 anni per le femmine. Come nel resto d’Italia le femmine vivono almeno 5 anni in più rispetto agli uomini. Con un trend in aumento nell’ultimo decennio.
Gli ultracentenari al 31 dicembre del 2018 erano nella Provincia 64; (18 maschi e 46 femmine) e tale valore è aumentato di 10 unità rispetto al 2016 (54).
La mortalità infantile (entro i primi 12 mesi di vita) si attesta sul valore di 5,90 su 1000 nati, in aumento rispetto al 2017 (3,30).
La mortalità neonatale (cioè entro i primi 28 giorni di vita) è di 4,05 x 1000 nati. Anche questo un valore in aumento rispetto al 2016 (2,10)

Analizzando i dati di mortalità per causa nel decennio dal 2009 al 2018 si evince quanto segue:

la mortalità per malattie dell’apparato cardiovascolare è stabile per gli uomini dal 37,4 x 10.000 abitanti al 37,1 x 10.000 e in aumento per le donne da 39,7 a 47,8 x 10.000.
in diminuzione la mortalità pel tumore del polmone da 7,50 x 10.000 a 6,80 (uomini) e on aumento da 1,4 a 2,30 x 10.000 (donne)
la mortalità per tumore dell’utero è diminuita dal 1,2 a 1,0 x 10.000
stabile la mortalità per i tumori della mammella.
in aumento i tumori del colon retto da 2,5 a 3,4 (uomini) e stabili da 2,9 a 2,8 (donne)
in decremento i tumori dello stomaco, e del fegato
In diminuzione il tumore alla prostata, 3,30 vs. 2,60 x 10.000.
i tumori nel loro complesso sono aumentati di poco per gli uomini (da 26,37 (2009) a 26,40 (2018) x 10.000 ab.); in diminuzione per le donne da 19,7 e 19,00
in netta diminuzione i SUICIDI 22 nel 2009 – (18 m 4 f), contro 15 (12m – 3 f) nel 2018
In netta diminuzione i deceduti per INCIDENTI STRADALI 30 (23m – 7 f) nel 2009, contro i 19 del 2018 (13 m – 6 f)
In lieve diminuzione la mortalità per INCIDENTI DOMESTICI, 57 in totale (20 uomini e 37 donne) nel 2009 rispetto a 54 (23 m e 31 f) nel 2018.
I DECEDUTI FUORI PROVINCIA nel 2018 sono stati 139 (86 uomini e 53 donne) poco più del 5×100 dei deceduti, spesso per patologie che necessitano di centri di cura specializzati non presenti nel nostro territorio.
Un capitolo della relazione si occupa del confronto dei dati della provincia di Ragusa con le altre 8 province siciliane e con 5 province italiane(2 del Nord, 2 del Centro e 1 del Sud) simili per popolazione alla nostra. Questi dati si riferiscono all’anno 2016.
IL RAFFRONTO CON LE PROVINCE SICILIANE pone la provincia di Ragusa (-1,09) al 2° posto per il saldo della popolazione, dopo Catania (- 0,94). Per il terzo anno tutte le province siciliane hanno avuto un saldo negativo della popolazione.
IL RAFFRONTO CON LE PROVINCE ITALIANE prese in considerazione (Cremona, Ferrara, Viterbo, Benevento e Catanzaro) ci pone al primo posto anche in considerazione che tutte hanno un saldo della popolazione negativo molto alto.

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