Un laboratorio di apicoltura nel centro servizi del Mercato ortofrutticolo di Donnalucata(Scicli)

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Un laboratorio sociale di apicoltura in un’ala del Centro servizi del mercato di Donnalucata. E’ stato inaugurato il 7 luglio scorso dal Comune di Scicli e dalla Fai Sicilia – Federazione Apicoltori Italiani-, che insieme hanno dato inizio ad un percorso di sviluppo sociale ed economico dell’apicoltura in provincia di Ragusa. In questo modo il Comune di Scicli ha dato applicazione al Patto di Collaborazione con i cittadini finalizzato alla gestione e tutela condivisa del patrimonio immobiliare; la Federazione Apicoltori siciliana ha dato concreta attuazione al progetto di sviluppo e sostegno dell’apicoltura. Il laboratorio nasce per dare la possibilità ai piccoli apicoltori di commercializzare direttamente, nel rispetto delle norme sanitarie, il loro prodotto. Nel laboratorio sociale, ciascun apicoltore associato potrà estrarre e confezionare personalmente il proprio prodotto con l’assistenza di personale esperto e qualificato; ad ogni partita di miele verrà assegnato un numero di lotto e tutte le confezioni saranno munite del regolare sigillo di garanzia fornito e gestito da Fai Sicilia. Il laboratorio è il punto di partenza perché tanti piccoli apicoltori possano lavorare assicurando la sicurezza alimentare e la tracciabilità del prodotto ai consumatori. Ma è anche il sistema per far emergere il lavoro di tante piccole realtà che dà la possibilità di ricavare un giusto reddito dall’allevamento delle api e rappresenta un incentivo per fare crescere gli allevamenti da una dimensione amatoriale ad una più professionale. Alla cerimonia hanno partecipato l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Scicli, Viviana Pitrolo, la Delegata Provinciale Fai Irene Raimondo, padre Salvatore Giurdanella della parrocchia Santissimo Salvatore di Scicli e tanti apicoltori. Quella di Donnalucata è la seconda esperienza del genere in Sicilia, dopo Valderice, in provincia di Trapani. All’associazione è stato consegnato un immobile di 200 metri quadri, finanziato a suo tempo con i finanziamenti del Patto Terre della Contea.

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