Modica, Santa Cirilla, la santa ritrovata

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In occasione della domenicale Assemblea Parrocchiale della Chiesa di San Pietro alla Domus Santi Petri, al termine della proiezione di un breve filmato, che ha mostrato immagini anche della facciata della Chiesa di San Pietro di Modica, il giovane Rosario Dierna, già protagonista del fortuito recente ritrovamento presso la Chiesa di San Pietro del dipinto di San Nicola di Bari, è intervenuto per evidenziare particolari somiglianze fra la statua a destra sopra la facciata ed il medaglione situato nella parte centrale della volta della Chiesa. La visione ravvicinata delle statue, secondo il giovane appassionato di arte, esclude ormai tassativamente che la statua nel lato destro sopra la facciata rappresenti Santa Lucia o Sant’Agata o tanto meno Santa Rosalia, vista la mancanza dei tipici attributi di queste Sante. Le immagini evidenziano che la Santa porta in mano solo la palma tipica delle martiri e la corona propria dei santi e pertanto la mancanza di ulteriori attributi (occhi per Santa Lucia/seno tagliato per Sant’Agata o corona di rose per Santa Rosalia) farebbero propendere per assegnare l’identità della statua a Santa Cirilla. A tale proposito il professore Antonio Sichera docente di letteratura italiana presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania ha rilevato che già la Parrocchia è in possesso di documenti recentemente rivalutati che evidenziano che nel 1758 già era ben consolidato l’uso di festeggiare Santa Cirilla con una processione. In questi documenti il Vescovo di Iconio (Agatino Riggio) confermava che la festa di Santa Cirilla era una festa esclusiva della Parrocchia di San Pietro. Inoltre proprio pochi giorni fa Girolamo Causarano ha rinvenuto presso la Parrocchia di San Pietro, la lapide funeraria della santa martirizzata intorno al 300 d.C., che ormai si credeva irrimediabilmente smarrita. Tale lapide fu inviata insieme alle reliquie della Santa dal Papa Alessandro VII(al secolo Fabio Chigi) alla Chiesa di San Pietro nel 1661. I nuovi elementi sono certamente di grande interesse per gli storici dell’arte iblea, che potranno approfondire la questione relativa all’attribuzione della statua che in ogni caso necessita di un urgente restauro.

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