Highlanders: gli ultimi immortali vivono in Italia

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Highlander, gli abitanti di Gurro, paesino del Nord Italia, al confine con la Svizzera. Lo rivela il canale televisivo inglese BBC in un articolo apparso sul suo sito web.

Tra mito e realtà: la guarnigione scozzese in Italia

Il destino della Scozia si lega a quello italiano 5 secoli fa, quando il re francese Francesco I, entrato in guerra contro l’imperatore Carlo V, guida una campagna di conquista dell’Italia. L’esercito francese viene sconfitto nella battaglia di Pavia nel 1525, ed è quindi costretto a ritirarsi. La Garde Ecossaise, gruppo di soldati scozzesi che faceva parte dell’armata di Francesco I, riparte verso nord. Secondo la leggenda, a causa del freddo e delle nevicate invernali, i soldati sarebbero stati costretti a fermarsi a Gurro, un paesino piemontese, e avrebbero poi deciso di rimanerci. Come in un moderno ratto delle Sabine, la leggenda vuole che, dopo qualche tempo, gli scozzesi abbiano deciso di rapire le donne del villaggio vicino nottetempo, per poi procedere ad un matrimonio riparatore all’alba del giorno successivo. Da qui l’origine degli abitanti di Gurro.

Gli Immortali al cinema

Non c’è da stupirsi se la popolazione di Gurro rivendica con orgoglio di avere sangue scozzese nelle vene. La reputazione degli scozzesi si è costruita nei secoli, e si è alimentata di leggende ricche di fascino, tra cui quella degli uomini immortali. Il più popolare è Connor McLeod, protagonista del film Highlander – L’ultimo immortale (1986), distribuito in Italia da Cidif Film, diretto dal regista australiano Russel Mulcahy e interpretato da Christopher Lambert e Sean Connery. Guerriero delle Highlands scozzesi, nel 1536 Connor McLeod viene colpito a morte in battaglia, ma sopravvive miracolosamente. Condannato a vivere per sempre, l’highlander combatte gli altri immortali per salvare l’umanità e ottenere in premio la possibilità di invecchiare e morire. A fare da colonna sonora alla sua avventura, le musiche epiche dei Queen, da Princes of the Universe a Who wants to live forever e A kind of magic.

Highlander nella cultura popolare

Il successo cinematografico di Highlander – L’ultimo immortale è tale che al primo film, nell’arco di un ventennio, ne seguono altri quattro e tre serie tv. La prima di queste, negli anni Novanta, è interpretata dall’attore Adrian Paul e va in onda sulla rete televisiva Italia 1 di Mediaset. La sala da gioco online Betway Casinò, ad esempio, ospita una slot machine di Microgaming, che ricostruisce le atmosfere del film rendendo omaggio agli eroi e alle eroine della pellicola, primo fra tutti, ovviamente, Connor McLeod. Il mondo dei videogiochi dedica al personaggio di fantasia Highlander (1986) e Highlander – L’ultimo McLeod (1995). Un terzo videogame, Highlander: the game (2008), viene annunciato e infine cancellato. Anche il cinema d’animazione trae ispirazione da McLeod: lo dimostra Highlander: Vendetta immortale (2007), nato dalla collaborazione tra le case di produzione Imagi Animation e Madhouse, e ambientato nel 2187 tra guerre, malattie e surriscaldamento globale.

I segni del passaggio scozzese nel villaggio di Gurro

Che la storia della guarnigione scozzese sia vera o inventata, secondo la ricostruzione della BBC le tracce di un legame tra Gurro e la Scozia sono ancora presenti. In questo paesino che conta poco più di 200 abitanti tutti si fregiano delle loro origini scozzesi, che sarebbero dimostrate da vari segni. Tra questi, gli abiti tipici in tartan, la stessa fantasia del celeberrimo kilt scozzese. Ma ci sarebbero anche antiche canzoni popolari che raccontano della nostalgia per il mare, difficile da spiegare visto che Gurro si trova più vicino alle Alpi che al Mediterraneo. E ancora alcuni vocaboli, la maniera di dire “sí”, che nel dialetto locale, come nella lingua scozzese, è “aye”, o anche dei soprannomi come “Patritti”, che secondo gli abitanti deriverebbe da “Patrick”.

Il fascino della Scozia, la terra degli Immortali

Terra di miti e leggende, dal mostro di LochNess a Highlander, la Scozia ha un posto speciale nel cuore delle anime romantiche, amanti di storie epiche e appassionati della natura. Il castello medievale di Edimburgo, il palazzo di Holyroodhouse, ancora oggi dimora della regina Elisabetta II durante le sue viste in Scozia, i grandi laghi, il monte Ben Nevis e le campagne verdi contribuiscono ad alimentare il suo fascino. Nelle numerose interviste effettuate dalla BBC, alcuni degli abitanti di Gurro raccontano del loro primo viaggio in Scozia: per tutti mettere piede in quella che potrebbe essere la loro terra d’origine è stata un’esperienza incredibilmente emozionante, complici anche i paesaggi incantati, il suono magico delle cornamuse e la calorosa accoglienza degli scozzesi, che considerano gli abitanti di Gurro come parte di uno dei loro clan.

Se il piccolo villaggio di Gurro ha ritrovato le sue radici in Scozia, alcuni paesi del leccese e del reggino affermano le loro origini mediterranee continuando a parlare il griko, una derivazione del greco antico. Un’altra testimonianza dell’origine complessa ed estremamente variegata del popolo italiano.

 

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