Massoni e/o demoni. Ovvero l’oscuramento della ragione..di Carmelo Cataldi

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Premetto, affinché non vi possano essere fraintendimenti di alcun genere, che non sono massone ne tantomeno aspiro ad esserlo!
E’ di qualche giorno fa la richiesta perentoria e mediatica, attraverso questa medesima testata on-line, del comitato modicano di “Cento Passi per la Sicilia”, di autodenuncia, presso i rispettivi organi elettivi locali, di tutti gli amministratori e componenti degli organi elettivi, “appartenenti o meno” ad organizzazioni massoniche o similari, in forza della Legge Regionale n. 18/2018.
Il comunicato mi ha lasciato letteralmente stupefatto per diversi ordini di motivi.
Innanzitutto le modalità della richiesta; credo che sarebbe stato più consono ed efficace, laddove questo fosse stato l’autentico interesse, fare questa richiesta attraverso una comunicazione formale, depositata al protocollo comunale.
Poi l’approssimazione letterale della richiesta; mi chiedo cosa significa essere “appartenenti o meno” in questo caso ad un determinato sodalizio, cioè si vuole richiedere anche la certificazione di quello che non si è?
Se l’intento è in ogni caso quello di far emergere una determinata affiliazione associativa basta far dichiarare l’eventuale appartenenza; il dichiarare la non appartenenza non avrebbe significato alcuno, ovvero ne avrebbe uno nascosto, quello di compromettere in ogni caso il dichiarante a delle dichiarazioni anche negative; poi, ancora, mi lascia allibito l’oggetto dell’eventuale dichiarazione di appartenenza, ossia “ad organizzazioni massoniche o similari”.
Ovviamente non credendo a tanto sono andato a leggermi la legge regionale ed effettivamente l’art. 1 recita: “….una dichiarazione anche negativa sull’eventuale appartenenza a qualunque titolo ad associazioni massoniche o similari che creino vincoli gerarchici, solidaristici e di obbedienza, qualora tale condizione sussista, precisandone la denominazione.”.
L’articolato mi ha un pò rincuorato, soprattutto per la circoscrizione giuridica alla condizione di sudditanza gerarchica e di “obbedienza”, ma non per quella solidaristica.
Ovviamente la cogenza applicativa della legge viene poi dal comma 2° dell’art. 4 che recita: “E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge regionale”, seppur alla fine manca lo strumento coercitivo dell’osservanza, ossia la sanzione, infatti, in caso di mancata presentazione della dichiarazione la sanzione è la mera comunicazione dell’omissione ai rispetti organi: Assemblea Regionale e Consiglio Comunale.
Si capisce bene dell’inconsistenza della stessa legge che non indurrà alcuno ad “autodenunciarsi”, che faccia o meno parte di sodalizi “massonici o similari”, ossia è una normativa “palliativa”, per poter dire “..ah… noi l’avevamo detto e l’abbiamo anche fatto!”.
Insomma una pirandelliana finta caccia alle streghe nostrana, degna di un romanzo di Camilleri, che non avrà ripercussione alcuna per le istituzioni che si intendono così preservare e per gli stessi associati o meno ai predetti sodalizi.
Non vale la pena neanche innescare un contenzioso presso la Corte Costituzionale per l’eventuale violazione dell’Art. 18 della Carta: I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.
Tutto ciò però mi ha indotto a riflettere su quanta ancora ignoranza e misconoscenza avvolge la condizione della massoneria italiana, che dal 1980 ad oggi non sembra conoscere pace. E’ pur vero che ancora oggi è presente nella massoneria del sud Italia un pericolo di contiguità con soggetti poco raccomandabili, pericolo che sembra ormai connaturato in alcune aeree della Sicilia Occidentale al fenomeno delle infiltrazioni mafiose, ma per questo non si può demonizzare tutta la massoneria in generale e le sue architetture associative, penalizzando i suoi suoi associati nel mero esercizio di un diritto costituzionale!
Questa è un’operazione pericolosa e preconcettuale in cui si accosta aprioristicamente massoneria e malaffare, associazionismo (quello inteso come “similare”) e solidarietà. E’ quanto avvenne negli anni ottanta dello scorso secolo, quando alla fine di tutto il polverone l’unica cosa buona che si ebbe fu la legge Anselmi (Legge n. 17 del 28.01.1982), perché aldilà di Licio Gelli, che si era servito della massoneria, ma non era lui la massoneria, nessuno poi fu condannato per fatti riconducibili alla semplice appartenenza al sodalizio, ovviamente!
Ma, sebbene la Chiesa si è ancora espressa recentemente sulla inconciliabilità tra Fede Cristina e Massoneria, il 26 novembre 1983, attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede, facendo ovviamente leva sulla scomunica decretata dalla Bolla Pontificia In eminenti apostolatus specula, emanata da papa Clemente XII nel 1738, (abrogata, forse è un particolare poco noto ai molti, poi con l’entrata in vigore del nuovo Codice di Diritto Canonico del 27 Novembre 1983), bisogna considerare che i massoni non sono il diavolo, non sono l’anticristo, soltanto sconoscendone (volutamente) le origini, lo sviluppo e l’attività speculative e filosofiche, su cui si fonda la libera muratoria, si può fare un simile accostamento.
Come ogni altra attività sociale anche questa è vittima di influenze e penetrazioni pericolose, lo è tuttora anche la stessa Chiesa, alla stessa stregua di qualsiasi altra associazione o organismo privato o pubblico che sia.
Sarebbe bene invece riflettere molto su cosa è stata ed è ancora oggi effettivamente la libera muratoria; forse nessuno sa che proprio a Modica, dal 1848 alla fine del XIX secolo, esistevano ben 8 logge massoniche, i cui rispettivi membri erano dentro le amministrazioni pubbliche, se non addirittura i rappresentati stessi di esse, che fu la massoneria modicana a gestire il trapasso dal regime borbonico a quello Italiano negli anni 1860-1861, che la massoneria internazionale arriva da molto lontano, almeno dal 1717 e che si è radicata nella Sicilia occidentale a causa delle vicinanze produttive e finanziarie di quell’area con l’Inghilterra, casa madre della massoneria mondiale.
Nel passato, e recente passato, sono stati membri della massoneria grandi statisti e personaggi pubblici che hanno dato lustro alle amministrazioni locali e nazionali o internazionali che sono andati a governare; non dimentichiamo infine che i fautori stessi dell’Unità d’Italia furono massoni (Mazzini, Garibaldi, Vittorio Emanuele II, etc.; qualcuno si è mai chiesto perché Garibaldi sbarcò coi suoi mille a Marsala e non a Pachino?) e che ad esempio Winston Churchill, Oscar Wilde, Rudyard Kipling e Arthur Conan Doyle e molti principi reali inglesi erano e sono massoni.
Solo il sonno della ragione può permettere accostamenti e preconcetti di questo tipo.
Per concludere e per amore del vero bisogna dire che la massoneria, come ogni attività dell’uomo è il riflesso di quello che esso è, e se oggi la massoneria nel regno Unito era ed è qualcosa di elitario e di quasi trascendente, come nel 1717, purtroppo in Italia si è riusciti a rovinare, ad abbrutire, idealmente e materialmente, anche quello che poteva essere o sembrare incorruttibile.

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