Camera del Lavoro di Modica: “Lavoratori diretti e indiretti del Comune senza stipendi”

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Il Sindaco di Modica ha assunto impegno per onorare il pagamento degli emolumenti ai lavoratori diretti o indiretti dell’Ente. A fronte di accordi raggiunti, i lavoratori non li ricevono. Per un motivo o per un altro, non li ricevono gli operatori delle Cooperative sociali, non li ricevono i dipendenti della Spm, non li ricevono i dipendenti comunali, che devono ancora vedersi liquidare 3 anni di istituti accessori, non li ricevono i dipendenti della Igm. Lo sostiene il segretario della Camera del Lavoro di Modica, Salvatore Terranova, secondo il quale “stanno male e non riescono a portare avanti le famiglie non solo quanti non hanno occupazione, ma anche coloro i quali pur lavorando non ricevono le loro spettanze se di mezzo c’è il Comune di Modica”.
“La ragione di tutto questo è insita nel fatto che il Comune ha subito un notevole aggravamento economico e finanziario in questi ultimi sei anni – spiega il sindacalista – . Era già un Comune in gravi difficoltà anche prima dell’avvento di questa Giunta, ma quest’ultima è riuscita a raggiungere il massimo livello di indebitamento e non è riuscita, anzi non ha neanche tentato, a predisporre una adeguata azione di riduzione del debito, che, al contrario, in questi anni ha raggiunto una escalation incontrollabile.
Chi verrà dopo Abbate avrà grandi difficoltà a riprendere il filo della matassa economica e finanziaria dell’Ente. Il caos che regna sui conti e il perdurante e cieco atteggiamento di voler banalizzare la reale drammaticità del locale contesto di finanza pubblica, non permetteranno anche ad una Amministrazione di buona volontà di poter recuperare il nostro Comune se non attraverso il dissesto, che si voleva scongiurare a tutti i costi e che invece, oggi, sembra essere la strada obbligata.
Negli anni scorsi la Cgil ha combattuto affiché si evitasse la procedura del dissesto ed è stata la prima a battersi e a chiedere di accedere al percorso del Piano pluriennale di riequilibrio. Da cinque anni assistiamo a continue rimodulazione di detto piano e nonostante tutto non sembra esser stato scongiurato definitivamente lo spettro del dissesto, semmai se ne ravvisano quotidianamente sempre più i contorni e la forma”.

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