Il comparto zootecnico ragusano in grave crisi, il consigliere D’Asta: “Ogni anno chiudono due, tre aziende”

“Il latte è pagato poco, la carne pochissimo. Un quadro a dir poco devastante per il comparto zootecnico della nostra città. Ogni anno chiudono due, tre aziende. E si perdono posti di lavoro. Qualcosa, nell’ultimo periodo, come seicento in meno. Insomma, un disastro”. E’ il consigliere comunale Mario D’Asta a lanciare l’allarme per un settore che, come testimoniano le recenti proteste, innescate sul territorio ibleo da quanto accaduto in Sardegna, sta implodendo. “Chi produce – spiega D’Asta – chiede un aggiustamento del prezzo del latte e della carne. Ma il riferimento non è rivolto agli intermediari, perché hanno problemi anche loro. Ci si riferisce a chi sta più in alto, perché predisponga una normativa adeguata. E, soprattutto, garantisca risposte opportune al comparto”. Ma in questo senso cosa può fare il Consiglio comunale di Ragusa? “Può predisporre degli atti di sensibilizzazione – afferma ancora D’Asta – come un ordine del giorno da sottoporre all’attenzione del Governo nazionale così da formare un fronte comune con chi, in queste ultime settimane, ha richiesto condizioni più adeguate. D’altronde, per la nostra città, per il nostro territorio, non è una battaglia nuova. Rammento le rivendicazioni di qualche anno fa sul prezzo di latte e la necessità di trovare degli accordi con gli industriali. In quel senso i piccoli passi avanti che furono compiuti, sono stati completamente annullati da un mercato schizofrenico e da un mancato riconoscimento dell’attività portata avanti dagli allevatori. C’è un’anomalia che bisogna individuare ma che, lo ripeto, dovrà focalizzare con la massima attenzione chi è preposto a normare, dopo avere individuato il problema e indicato gli accorgimenti che si rendono necessari per salvare il salvabile”. D’Asta annuncia che presenterà un odg affinché la delicata questione possa essere esaminata dal civico consesso che, aderendo alle richieste, potrà fare voti al Governo nazionale per attivare il necessario iter con l’individuazione di misure straordinarie a sostegno dell’intero comparto”.

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