Suolo agricolo, presentato all’ARS dall’on. Dipasquale (PD) un ddl per contrastarne il consumo

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“Valorizzazione e tutela delle aree agricole e contenimento del consumo del suolo” è il titolo di un disegno di legge presentato dall’on. Nello Dipasquale, primo firmatario, insieme ai colleghi parlamentari regionali del Partito Democratico, on. Giovanni Cafeo e on. Michele Catanzaro.
“Con questo ddl – spiega Dipasquale – proponiamo l’introduzione nell’ordinamento siciliano di una disciplina che abbia come obiettivo primario quello di contenere il consumo del suolo preservandone la destinazione alle attività agricole. Siamo fermamente convinti, infatti, che l’agricoltura debba tornare protagonista non solo come settore produttivo, ma anche come elemento strategico di conservazione del territorio e del paesaggio”.
“Partendo dalla considerazione del fatto che il suolo è un bene comune non rinnovabile – continua il parlamentare regionale ibleo – la finalità del testo normativo presentato all’esame del Parlamento regionale è quella di impedire che il suolo venga eccessivamente eroso e consumato dall’urbanizzazione, puntando, piuttosto, alla sua valorizzazione promuovendo l’attività agricola e, allo stesso tempo, sostenendo in modo prioritario il riuso di quello edificato e la rigenerazione urbana”.
“Il testo normativo proposto – dice ancora Dipasquale – è composto da nove articoli e prevede, se approvato, che la Giunta regionale adotti una delibera con la quale viene determinata per l’intera Isola l’estensione massima della superficie agricola edificabile e la suddivida per i Comuni in relazione alla popolazione. Questo adempimento, poi, sarebbe aggiornato con scadenza quinquennale. La norma, inoltre, prevederebbe la nascita di un Comitato regionale per il monitoraggio del consumo del suolo. Al contempo si prevede che la Giunta regionale adotti disposizioni per orientare l’iniziativa dei Comuni alla rigenerazione urbana, individuando le aree già interessate da processi di edificazioni e puntando in modo prioritario al riuso delle zone che possono essere oggetto di una qualsiasi forma di recupero. Nel caso in cui un Comune non si adeguasse verrebbe vietata in quel territorio qualsiasi attività edilizia che comporti consumo di suolo inedificato. Inoltre, nell’articolato, è previsto che le aree agricole che sono state destinatarie di aiuti regionali o comunitari sotto qualsiasi forma non potranno essere utilizzate per finalità diverse da quelle agricole per almeno cinque anni dall’ultima erogazione. Al fine di agevolare il recupero e il riuso dell’esistente, la Regione prevederebbe delle forme di incentivazione a favore dei Comuni che avranno adottato strumenti urbanistici in cui non sono previsti ampliamenti delle aree edificabili e, per il monitoraggio di questo aspetto, presso la Regione verrebbe istituito un apposito registro dei Comuni. Infine, ma non meno importante, se questo ddl venisse approvato verrebbero vincolati i territori con produzioni agricole di particolare qualità e tipicità e quelli di maggiore interesse agrituristico, individuandoli come zone non idonee alla nascita di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti”.
“L’assetto del territorio isolano, solo negli ultimi decenni, ha subito cambiamenti profondi – conclude Dipasquale – consegnando percentuali elevatissime di consumo di suolo. Dati allarmanti che impongono un’inversione di rotta che punti, invece, alla tutela delle produzioni agricole e del paesaggio”.

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