On. Nino Minardo: favorire l’occupazione giovanile incentivando i mestieri in estinzione. Presentata una proposta di legge.

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Norme per favorire l’occupazione giovanile e disciplina della tutela, salvaguardia e incentivazione dei mestieri in via di estinzione. E’ la proposta di legge dell’onorevole Nino Minardo dopo i dati allarmanti del recente rapporto di Infocamere – Unioncamere che evidenzia che nell’ultimo quinquennio in Sicilia sono crollati i mestieri tradizionali a fronte dell’aumento di alcune attività legate al turismo e al cibo che incrementano (fatto assolutamente positivo e da incentivare). Questo però conferma le ataviche difficoltà del settore dell’artigianato e dell’agricoltura e quindi dei mestieri tradizionali sempre più in via di estinzione per dare spazio a quelli più innovativi. In tutto questo si aggiunge la mancanza di occupazione per i giovani che pur volendo avviare una propria attività hanno pochi incentivi e tutele per farlo. La proposta di legge intende orientare politiche idonee a favorire la tutela e la valorizzazione degli antichi mestieri a rischio scomparsa con incentivi per i giovani che vogliono avviare un’attività tradizionale. La lista dei lavori a rischio include gli allevatori di bestiame nel settore zootecnico, i braccianti agricoli e una sequela di mestieri artigiani come i falegnami, i muratori, i carpentieri, i lattonieri, i carrozzieri, i meccanici auto, i saldatori, i tipografi, i fotografi, i riparatori di radio e tv, gli elettricisti, i sarti, i tappezzieri, i calzolai, i fabbri , gli idraulici e i restauratori. Questi mestieri, afferma Minardo, stanno scomparendo anche perché non c’è il ricambio generazionale e, secondo le statistiche, entro il prossimo triennio scompariranno totalmente. Questa proposta di legge è ,quindi, finalizzata a sostenere e valorizzare gli antichi mestieri e le imprese storiche : negozi e locali storici che devono essere recuperati e fruiti da giovani che intendono imparare un mestiere concedendo loro un contributo per avviare un’attività tradizionale. Occorre disciplinare questa delicata materia dando in primo luogo collocazione a tali attività nell’ambito dei beni culturali, per garantire la loro tutela, favorire la continuità di gestione, abbattere le imposte locali, avviare progetti formativi finalizzati all’ introduzione di giovani in mestieri che sono, altrimenti destinati a scomparire.

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