Trovano 70 euro e li restituiscono. Primo bel gesto del 2019…. di Francesco Roccaro

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C’è del buono in tutti noi. A volte, forse, bisogna anche saper raschiare a fondo, ma si trova sempre. Ogni essere umano(tranne casi estremi) è portato, fondamentalmente, a comprendere l’altro. Gli eventi negativi della vita, gli esempi sbagliati, gli insegnamenti non corretti, il concetto del “branco selvaggio” superiore a tutto e tutti, la convinzione di “farla sempre franca”, ha creato nel tempo il modello dell“homo furbus”(lasciatemi passare il “latinorum”). Nei momenti che contano, però, quando si è da soli con la propria coscienza, dall’uomo comune al divo di Hollywood, l’essere umano riesce, di solito, a trovare se stesso, e riesce a riflettere circa la caducità del genere umano e, per chi crede, ci porta sempre al cospetto della misericordia di ogni Dio. In questa cornice, appare pienamente nella sua validità eccelsa, quanto accaduto la notte di S. Silvestro presso l’Hotel “Torre del Sud “ di Modica. Il duo “Y Guisar”, era stato invitato ad allietare il cenone di fine d’anno presso il citato albergo modicano. Una serata come tante, fatte in tanti anni di ottima attività musicale. Una prestazione omaggiata ed organizzata esclusivamente   per trascorrere   la notte di fine anno fra mille note e tante belle canzoni immerse nei rinomati piatti di cucina italiana del sapiente chef del Torre del Sud, Giovanni Roccasalva. Tanti convenuti in gran parte forestieri, ospiti dell’hotel. Conclusa la serata, i musicisti lasciano tutto montato, come sempre: “ Ci penseremo domani!”. A casa, uno dei due, dopo una veloce doccia, sistema le sue cose e, casualmente, si accorge di non avere in tasca il resto di una commissione giornaliera,  70 euro. Nonostante non si trattasse  di una grossa cifra,  la rabbia ti assale in ogni caso perché  “Avresti potuto almeno darli in beneficenza, o   a qualcuno per comprare   generi di prima necessità”. Insomma, pensieri che si accavallano veloci e in sequenza nella   mente di chi smarrisce denaro. Il giorno dopo lo “sfortunato” musicista fa mente locale, fa la sua  ricerca veloce in casa, poi nell’automobile, senza esito. Pensa: “Chissà, forse mi saranno caduti in sala…“. Poco dopo i due musicisti tornano sul posto per   il seccante rito “dello smontaggio degli strumenti” (chi suona sa a cosa alludo…). Nella sala-ristorante è tutto ordinato, senza esito. Poi si spostano nella sala-ballo. Anche qui tutto in ordine, anche il pavimento appena lavato. “Pazienza – pensa immediatamente l’interessato”. Ma appena si avvicina al palchetto, agganciati al fermo del microfono-archetto, trova i suoi settanta euro! Rimane per un istante incredulo ed attonito. Poi realizza:  il personale delle pulizie aveva rinvenuto le banconote vicino al palchetto ed immaginando che appartenessero a uno degli intrattenitori, responsabilmente   le ha riposte sulla tastiera, come se non fossero mai cadute in terra. Un gesto onesto,  nonostante la piccola somma, che rappresenta, ciononostante, la paga di  una giornata di lavoro per tanti   cittadini.  In sostanza, un gesto non comune al giorno d’oggi, dove molte volte non si guarda  alla sostanza, ma solo alla forma utile(al momento) delle cose. Colpisce il modo semplice per come queste persone hanno voluto lasciare il segno, senza fronzoli, senza pubblicità, senza pretendere ringraziamenti da nessuno. So che molti di voi adesso staranno pensando: “E se invece i 70 fossero stati 700 o 7000 euro?”. Sono certo che questo personale avrebbe consegnato qualunque somma alla Direzione: è una questione di educazione di base. Come detto all’inizio, nonostante i problemi della vita, la crisi economica, la globalizzazione selvaggia, esiste ancora del buono in molti di noi, bisogna solo trovare il modo di farlo emergere. E’ questa, però, un’equazione stranamente ed inversamente proporzionale: tanto più poveri si è tanto più onesti si diventa. Ricordo   anni fa, un mio amico( ricchissimo all’epoca ed anche adesso…..) quando trovò un rotolo da 5 milioni di lire(era il 1977) caduto ai piedi delle poltroncine di un noto cinema di Modica. Eravamo un gruppo di giovincelli sbarbati ed appiedati(lui era l’unico con una super macchina, noi tutti senza patente….) che faceva  le collette per poter miscelare il cinema ad una pizza.  Lui si mise in tasca il “malloppo” dicendo: “Sono soldi in contanti e i contanti non hanno padrone ….sono di chi li trova!”. Quella lezione mi servì, però, per capire. Lo incontrai dopo tanti anni e, ricordando l’episodio (lui contento della prodezza, sghignazzava ancora…) ebbi il coraggio di dirgli: “E’ vero caro M( metto solo l’iniziale per pietà, anche dopo anni….) il contante non ha padrone, ma l’onestà ha una sua faccia…. e perdonami, ogni volta che penso ad un ladro , mi vieni in mente tu”. Andrò a trovare il personale del Torre del Sud, perché voglio rimuovere completamente quella brutta e vecchia storia. Desidero memorizzare nei miei neuroni volti nuovi, si ….i volti del lavoro pulito e dell’onestà pura.

1 commento

  1. Magari le persone fossero tutte così!….. Apprezzo moltissimo il gesto del personale che ci lavora in quell’albergo, questo vuol dire che li ci lavorano persone giuste, oneste e qualificate, o meglio padri di famiglia che per portare qualcosa a casa fanno turni anche di notte specie nel periodo delle feste e, come appunto è accaduto, non ci ha pensato nemmeno due volte a riporre le 70 euro appena ritrovate sulla tastiera. Elogi al direttore dell’ Hotel ” Torre del Sud”.

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