Il Reparto di Malattie Infettive di Ragusa è già nella sua nuova sede all’ospedale “Maria Paternò Arezzo”

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Il Reparto di Malattie Infettive di Ragusa è già nella sua nuova sede l’ospedale “Maria Paternò Arezzo” Ragusa Ibla. Spazi più ampi e luminosi che creano un ambiente più accogliente per le attività di assistenza per i pazienti affetti da patologie infettivologiche, ma anche più confortevole per gli Operatori che ci lavorano e per i familiari dei pazienti.
Un giro nelle stanze, distribuite lungo l’ampio corridoio, conferma che il trasferimento e la sistemazione degli arredi ha perfettamente funzionato. C’è voluto poco tempo per mettere in moto le attività dell’Unità Operativa.
«Tutto il personale del reparto si è impegnato, senza risparmiarsi, per ripristinare le attività assistenziali rivolte ai pazienti che sono stati già ricoverati. Hanno avuto, anche, il tempo di addobbare un bellissimo, pieno di luci, albero di Natale» ha affermato soddisfatto Giuseppe Cappello, dirigente medico della Direzione Sanitaria degli Ospedali Ragusa.
Il reparto di Malattie infettive di Ragusa ha una dotazione di 11 posti letto, suddivisi in nove in regime ordinario e due in regime Day- Hospital. Il reparto è idoneo ad accogliere ogni tipo di patologia infettiva.
Con il trasferimento delle Malattie Infettive si aggiunge un altro tassello che ha interessato l’apertura del nuovo ospedale Giovanni Paolo II. L’ospedale Civile è stato svuotato dei reparti e, allo stato attuale, ospita solo alcuni Servizi Sanitari.

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2 Commenti

  1. Come al solito si conta molto sulla collaborazione dei familiari, più personale invece no? Nuovi posti di lavoro e professionalità. Dimenticavo, queste sono idee applicabili solo al nord…….

  2. Continua la voracità ragusanocentrica di avere tutto a Ragusa e pensano di disporre nella città una sorta di ospedali diffusi senza pensare ai veri bisogni dei pazienti.
    Malattie infettive a Ragusa intanto è uno sperpero di denaro pubblico in quanto a Modica esiste già da decenni una struttura con tutte le caratteristiche per poter ospitare Malattie Infettive con sale attrezzate a pressione negativa, il pronto soccorso è a due passi così come la Rianimazione. A Ragusa dopo la contestazione del psudo piano di riordino, che prevedeva una struttura complessa a Modica, l’Assessore regionale alla salute come sempre cala le brache e decide di fare una struttura complessa a Modica di 10 (dai 16 previsti in un primo momento) posti letto e a Ragusa una struttura semplice di 6 posti letto che in sordina sono diventati 9 più 2 di DH. Si decide di allocare vergognosamente, senza tenere nel debito conto i servizi da destinare a questa tipologia di ammalati, cioè quella di avere a portato di mano la Rianimazione e il pronto soccorso. Però si fa una pubblicità ingannevole, corridoi ampi, luci di natale, stanze e tanto amore, dimenticando che il Maria Paternò Arezzo è distante dai servizi del nuovo( mini) galattico ospedale. Insomma il cittadino è stato messo in cantina e non è nella mente di chi compie scelte scellerate. altro capitolo di ragusanocentricità il Tar decide che La Neurologia e lo strock unit deve esser allocato a Ragusa, quindi da trasferire da Vittoria, ma il Tar non entra nel merito relativo agli spazi per allocare una struttura complessa importante, non vede ovviamente la planimetria del nuovo ospedale che è già intasato con i servizi trasferiti dal civile, però stabilisce siccome Ragusa è la capitale del mondo si dovrà trovare una sistemazione magari nei giardini adiacenti. Anche quì l’ammalato non è al centro delle attenzioni e dei propri bisogni di salute. Però il Giudice decide punto e basta. Così come si decide di mantenere aperto un tribunale fuori norma e chiudere un tribunale a norma. Il comitato di via Loreto si interroga da troppi lunghi anni nel versante del distretto di Modica, non si riesce ad avere un solo centesimo di euro,da parte della Regione per mettere in sicurezza un parcheggio e l’ex auditorium (mentre per altri distretti scorre un fiume di denaro) che tanti problemi provoca all’utenza che usufruisce dei servizi del Maggiore di Modica, come nel caso del Laboratorio di Analisi che da solo fa il doppio di prestazioni di tutti i restanti laboratori pubblici della ex provincia, abbiamo il San Martino che cade a pezzi e non viene utilizzato, i concorsi per primari sono spariti dal distretto, la carenza del personale è al limite della sopportazione e tutto passa nella più totale indifferenza, evidentemente siamo il distretto più popoloso è il più dimenticato da decenni. Tra qualche settimana si insedia il nuovo Direttore generale e forse è il caso di consegnare l’elenco della spesa e il rispetto che merita non solo questo distretto ma anche e soprattutto il Maggiore di Modica, che con i continui sbarchi è diventato un ospedale di frontiera. Una considerazione finale, restare aggregati in questa provincia egoista è inutile, pensare di fare un referendum per andare con la provincia di Siracusa forse è utile. I politici sono disattenti non ascoltano i territori e decidono senza ragionare provocando danni e disservizi sulla pelle dei cittadini.

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