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ONG: “Il progetto europeo Frontex Themis ha ancora valore?”

Si è fatto un gran parlare in questi giorni del sequestro a Pozzallo della nave Open Arms della Organizzazione non governativa spagnola ProActiva. Sequestro disposto il 18 marzo scorso dal procuratore della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro, con l’ipotesi di reato di associazione a delinquere e favoreggiamento della immigrazione clandestina. Successivamente il Gip ha escluso il reato di associazione a delinquere, confermando la validità del sequestro solo per il favoreggiamento della immigrazione clandestina. Per competenza, quindi, la pratica è passata alla Procura della Repubblica di Ragusa. Il Gip di Ragusa, Giovanni Giampiccolo, il 16 aprile ha dissequestrato la nave, precisando che, per quanto riguarda il mancato sbarco dei migranti al porto più vicino di Malta, ove fra l’altro erano stati trasferiti per motivi di salute una giovane donna ed il suo bambino, non era stato possibile stabilire se il governo maltese era disponibile ad accogliere gli altri migranti.
Giusto ricordare a questo punto che, con il progetto europeo Frontex Themis, è stato stabilito che le navi che intervengono in mare aperto per soccorrere i migranti hanno l’obbligo di accompagnarli nel porto più vicino. Malta non aveva dichiarato la sua disponibilità? Che significa? L’isola dei Cavalieri, Paese europeo, farebbe dunque eccezione?
Questo l’interrogativo che si è posto la Procura della Repubblica di Ragusa che ha fatto ricorso avverso il dissequestro della nave disposto lo scorso 16 aprile dal gip Giovanni Giampiccolo, sul quale ricorso sarà chiamato a pronunciarsi il Tribunale del Riesame di Ragusa nell’udienza fissata per il 4 maggio prossimo.
La verità è che l’Europa politica non esiste e che a livello europeo accordi e disposizioni varie vengono confezionati con una “diligenza” tale da offrire la possibilità di mille cavilli ai Paesi che si dicono europei a convenienza.
Vedi ad esempio Danimarca, Svezia, Norvegia, Francia, Germania ed i Paesi del Visegrad, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia che hanno chiuso i loro confini e dichiarato papale papale che non intendono accettare le quote di ricollocamento dei migranti. Come dire il problema riguarda i Paesi frontalieri, Italia in primis, dunque se la vedano loro.
Certo è che le operazioni Mare Nostrum (governo presieduto da Enrico Letta), Frontex Triton (governo presieduto da Matteo Renzi) e Frontex Themis (governo presieduto da Paolo Gentiloni) hanno praticamente fallito l’obiettivo di gestire la mobilità forzata di centinaia di migliaia di persone con l’energia istituzionale necessaria che richiedeva e richiede il complesso ed epocale fenomeno migratorio.
I migranti arrivano senza soluzione di continuità. C’è stata per la verità una notevole flessione lo scorso anno, ma il problema è attuale più che mai. I migranti continuano ad arrivare sulle nostre coste, mentre le morti in mare non si fermano.
Le prime indagini sulle cosiddette Organizzazioni non governative sono state avviate dal procuratore della Repubblica di Catania Carmelo Zuccaro nella primavera del 2017. Queste a suo tempo le dichiarazioni rilasciate dal procuratore:”Ci risulta da filmati e testimonianze che alcune organizzazioni non governative battenti bandiere straniere siano in contatto con i trafficanti di vite umane. Tuttavia per istruire un processo a loro carico dovremmo poter contare su indagini portate avanti dalla Polizia giudiziaria”.
“Le inchieste si fanno, non si annunciano”, tuona l’ex presidente del Senato ed ex magistrato Pietro Grasso”. Come dire, Zuccaro stia zitto. Della vicenda si occupa il CSM. Zuccaro viene convocato e nel corso della sua audizione ribadisce quanto dichiarato alla stampa. Il CSM non trova nulla da rilevare a suo carico e gli dà l’okay per le indagini.
Il magistrato etneo mette sotto la lente di ingrandimento l’ingranaggio oscuro montato da uomini di affari senza scrupoli di livello internazionale che in pochi mesi sono riusciti ad organizzare un’associazione non temporanea di imprese per accaparrarsi il trasporto remunerato di migliaia e migliaia di migranti, mentre certa politica irresponsabile tenta di delegittimarlo!
Manco a dirsi si viene a creare immediatamente il partito delle Ong ed il partito degli affogatori, cui corrisponderebbero praticamente il “partito” della Procura di Catania e della Procura di Trapani.
Tra le Ong c’è di tutto: Organizzazioni serie e meritorie ed altre assolutamente inaffidabili che, in combutta con trafficanti e scafisti, sono impegnate a fare soldi. Basti pensare che i marinai a bordo della nave Iuventa della Organizzazione non governativa tedesca Jugent Rettet, bloccata a Trapani lo scorso agosto, il cui sequestro è stato confermato in questi giorni dalla Cassazione, hanno dichiarato di percepire un compenso mensile di 10.000 euro. Per non dire delle cooperative cosiddette sociali, nate come funghi, che gestiscono i centri di accoglienza come i Cara di Mineo, di Isola Capo Rizzuto e di Borgo Mezzanone diventati vere città del malaffare. Ricordate Bussi il boss di “Mafia Capitale? “Con gli immigrati si fanno più soldi che con la droga”. Va precisato inoltre che, a parte alcune significative eccezioni, molti titolari di cooperative sociali prima si occupavano di pulizie o di badanti e pertanto non hanno alcuna competenza e preparazione rispetto ai problemi sociali e psicologici da affrontare.
Oggi il Paese vive un forte disagio sociale. Fra i nodi più complicati il caporalato interno e di importazione, lo sfruttamento, il lavoro nero, la prostituzione nigeriana, il bivacco nelle più importanti città del Paese di persone nullafacenti, la manodopera a basso costo per le organizzazioni criminali, la scomparsa di centinaia e centinaia di minori dagli Sprar.
La solidarietà non si processa? Assolutamente si. Nessun giudice ha mai pensato di processare la solidarietà. Le indagini portate avanti sono infatti finalizzate a bloccare le attività illegali consumate a nome della solidarietà!
Per quanto ci riguarda siamo del parere che sarebbe meglio, cento volte meglio, organizzarsi per esportare la solidarietà. Esemplare e significativo il progetto titolato:”Aiutiamoli a casa loro”, elaborato dai giovani dell’associazione Don Bosco 2000 di Piazza Armerina. Dopo avere accolto giovani migranti presso una struttura ricettiva, hanno insegnato loro come portare avanti iniziative nel campo del turismo, dell’agricoltura e dell’artigianato. Il progetto è già partito in alcuni villaggi di provenienza dei ragazzi stranieri.

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