
Palermo, 18 agosto 2026 – «”Eradicazione”. È questa la parola scelta dalla Regione Siciliana per parlare di esseri viventi. Il Piano straordinario regionale 2025-2029 prevede infatti la progressiva uccisione di tutti i daini presenti in Sicilia, senza distinzione di sesso o classe d’età, fino alla loro completa “eradicazione”. Sembra assurdo e brutale, ma è proprio così. E per farlo il Governo Schifani ha scelto sostanzialmente una strada: fucilare». Lo dichiara la deputata regionale del M5S Stefania Campo sul provvedimento che autorizza dal 16 agosto le operazioni sui daini nel Ragusano. «Prima ancora di lasciare imbracciare i fucili a dei tiratori scelti vorremmo però conoscere l’emergenza che dovrebbe giustificarli. Quanti daini ci sono realmente nel Ragusano? Quali aziende agricole hanno subito danni, di quale entità e documentati da chi? Quanti incidenti stradali sono stati provocati da questi animali, dove e quando? A noi non risulta nulla di veramente tale da giustificare questa improvvisa emergenza, che sembra già destinata a diventare una vera e propria barbarie, e lo stesso Piano regionale ammette di non disporre di dati precisi sulla consistenza della popolazione ragusana, stimandola addirittura in meno di cento esemplari, anche sulla base di “osservazioni estemporanee. Prima si decide di ucciderli tutti e poi, forse, si stabilisce quanti siano e quali danni abbiano provocato. È l’esatto contrario di ciò che dovrebbe fare un’amministrazione seria”.
Ma c’è un fatto ancora più grave: “Lo stesso Piano regionale vieta espressamente l’abbattimento dei daini dal 1° al 31 agosto, anche a tutela delle femmine nel periodo dei parti e dell’allattamento. Eppure il Servizio 15 di Ragusa firma il provvedimento il 15 agosto e consente ai cacciatori selezionati (scelti come? in base a quali capacità e competenze?) di operare già dal 16 agosto. Ma non c’è alcuna norma o deroga che consente di fare ad agosto, e solo in provincia di Ragusa, ciò che il Piano vieta espressamente ad agosto. E soprattutto: qual era una tale urgenza da non poter attendere nemmeno quindici giorni?» Stefania Campo chiede dunque interventi immediati: «La Regione conosce le esperienze di cattura già realizzate in Sicilia e in varie altre regioni italiane, ma invece di investire per migliorarle e sviluppare sistemi incruenti di gestione e trasferimento degli animali ha scelto la soluzione più violenta, brutale e irreversibile. Non accettiamo che nel 2026 la risposta della Regione alla presenza di poche decine di animali sia metterli nel mirino di una carabina. Chiediamo al presidente Renato Schifani e all’assessore Luca Sammartino l’immediata sospensione del provvedimento ragusano, innanzitutto per la sua evidente contraddizione con il divieto di abbattimento, dei daini maschi dal 1° al 31 agosto e delle femmine dall’inizio di giugno fino alla fine di agosto, previsto dallo stesso Piano regionale. Chiediamo inoltre la revisione del Piano 2025-2029, affinché vengano sviluppate e rese concretamente operative modalità incruente di cattura e gestione, rispettose della vita animale e della sensibilità ormai consolidata nella società siciliana. E annunciamo la presentazione di una dettagliata interrogazione parlamentare per conoscere censimenti, danni, incidenti, atti e motivazioni che starebbero alla base di questa presunta emergenza e la richiesta di una specifica audizione di LAV, WWF, OIPA e delle principali associazioni rappresentate nella Consulta regionale per i diritti degli animali. La Sicilia non ha bisogno di una guerra ai daini. Prima di sparare agli animali, la Regione dimostri coi numeri in mano “almeno” perché ritiene necessario farlo. E intanto fermi immediatamente i fucili».


