
MODICA, 30 Luglio 2026 –
Un sogno civico, lucido e radicato nella realtà, per scuotere il dibattito cittadino e indicare una rotta diversa. È quello proposto dal Comitato Centro Storico di Modica, che affida a un esercizio di immaginazione pubblica la descrizione della città ideale, contrapponendola alle criticità vissute quotidianamente dal territorio.
Partendo dalla constatazione che negli ultimi anni Modica è stata meta e fonte d’ispirazione per intellettuali, artisti, scrittori e scienziati capaci di coglierne la bellezza ma anche i limiti, il Comitato ha delineato una giunta comunale ideale. Una squadra di figure di spicco del panorama culturale e scientifico italiano, immaginata simbolicamente alla guida della città per rispondere concretamente ai problemi irrisolti dello spopolamento, della desertificazione commerciale e della gestione del patrimonio urbano.
Alla guida di questo esecutivo ideale ci sarebbe Mario Calabresi come sindaco, chiamato a ricucire le storie della comunità e a offrire una visione condivisa del futuro. Accanto a lui, Carlo Cottarelli come vicesindaco e assessore al Bilancio, per garantire rigore nei conti e pianificazione finanziaria prima di ogni annuncio politico. Le deleghe chiave uniscono competenze e sensibilità riconosciute: Alessandro Baricco alla Cultura, per una programmazione che duri tutto l’anno; Franco Arminio al Centro storico e all’abitare, per contrastare lo svuotamento dei quartieri; e Stefano Mancuso all’Ambiente e ai Lavori pubblici, per una città che metta al centro il verde, il paesaggio e la qualità degli spazi urbani.
Completano la squadra ideale Stefania Andreoli alle Politiche sociali e giovanili, per offrire ai ragazzi ragioni concrete per restare; Vera Gheno alla Comunicazione istituzionale, per un linguaggio amministrativo chiaro e trasparente; e Alberto Angela al Turismo, per una valorizzazione del territorio che rispetti l’identità locale ed eviti le logiche della comparsa mordi e fuggi. Il quadro si arricchisce di tre delegati speciali: Roberto Saviano alla Legalità e ai diritti, Vincenzo Schettini all’Energia civica e Alaa Faraj alla Multiculturalità e al dialogo mediterraneo.
Il Comitato precisa che si tratta di una provocazione ideale e di un esercizio d’immaginazione pubblica, specificando che le personalità citate non sono state contattate né coinvolte e che gli incarichi hanno valore puramente simbolico.
Al di là della provocazione politica, il messaggio di fondo punta a riportare l’attenzione sui problemi reali di Modica: le case vuote, la chiusura delle attività commerciali, la fuga dei giovani e la necessità di intendere la pulizia, il decoro e la legalità non come eccezioni, ma come la normalità quotidiana di una comunità che vuole tornare a essere vissuta e non soltanto fotografata.



17 commenti su “Un sogno civico per Modica: il Comitato Centro Storico immagina la città ideale con una giunta di grandi firme”
Di là dal messaggio provocatorio, non so redatto a quale scopo dato che equivale a sparare sulla crocerossa, chiedo:
ma veramente qualcuno pensa che mettendo nomi tali (tra cui alcuni i più telecomandati del Paese), o altri, si possa sanare uno stato di degrado economico sociale e culturale, in cui è caduta Modica?
Veramente si può credere che una Crisi, di una cittadina, che è strutturale e nazionale, possa aggiustarsi cambiando i dirigenti, di destre, sinistre, centri? Siamo tutti consapevoli che gli stessi potrebbero muoversi con le stesse penurie di fondi, mancanza di personale, patti di stabilità, mancanza di incassi, e quant’altro.
Una soluzione di rinascita (repetita: economica, sociale, culturale) può nascere quando almeno una parte consistente del sistema città responsabilmente lo voglia, in ogni Settore. Solo che troppi ancora preferiscono incolpare o sperare in altri.
Tanti Galli in un Pollaio ? non penso che resisterebbero!
Il manifesto pubblicato dal Comitato Centro Storico, a mio avviso, rappresenta un grave errore di metodo, di equilibrio e di credibilità civica.
Il Comitato Centro Storico nasce da una iniziativa spontanea di cittadini interessati al futuro del Centro Storico. Proprio per questo, però, dovrebbe avere ancora maggiore attenzione nel mantenere un profilo aperto, plurale e realmente civico.
Un Comitato nato dai cittadini dovrebbe rappresentare sensibilità diverse, orientamenti diversi e anche posizioni di distanza dalla politica attiva. Al suo interno possono esserci persone di destra, di sinistra, di centro, persone non schierate e anche cittadini che scelgono l’astensione come forma di giudizio politico. Questa pluralità è la sua forza. Ma se il Comitato pubblica un manifesto in cui immagina una “giunta ideale”, con un sindaco, assessori e delegati alternativi, finisce inevitabilmente per assumere una posizione politica in contrapposizione all’attuale Amministrazione.
Il problema non è criticare la politica. Ogni cittadino può farlo liberamente. Il problema è farlo usando la sigla di un Comitato che dovrebbe occuparsi del Centro Storico al di là di chi governa la città. Un conto è dire: “Ecco le nostre proposte per salvare il Centro Storico”. Altra cosa è dire, anche solo simbolicamente: “Ecco la giunta che vorremmo”. Nel secondo caso non si sta più svolgendo una funzione civica, ma si entra in un terreno politico.
Questo, a mio parere, è deplorevole. Non perché sia vietato avere opinioni politiche, ma perché è scorretto presentarsi come Comitato civico e poi agire come soggetto politico di opposizione. Se si vuole fare politica, lo si faccia apertamente, a titolo personale o come movimento politico. Ma non si usi il tema delicatissimo del Centro Storico per costruire una rappresentazione alternativa all’Amministrazione in carica.
Il Centro Storico non appartiene né alla maggioranza né all’opposizione. Appartiene alla città. Per questo chi parla a nome di un Comitato dovrebbe proporre soluzioni concrete, praticabili e verificabili: recupero degli immobili vuoti, incentivi per residenti e attività commerciali, mobilità, parcheggi, decoro, sicurezza, servizi, politiche abitative. Questi sono i temi sui quali un Comitato dovrebbe misurarsi.
Con quel manifesto, invece, il Comitato rischia di perdere la propria natura civica e di apparire come una cellula politica mascherata da iniziativa cittadina. È un errore grave, perché indebolisce anche le eventuali buone proposte che il Comitato potrebbe avanzare.
Chi ha scelto quella forma di comunicazione dovrebbe assumersi la responsabilità morale di avere spostato il dibattito dal merito dei problemi del Centro Storico a una provocazione politica contro l’attuale Amministrazione. E questo, per chi dice di voler aiutare la città, è un passo falso evidente.
A parte la divertente dimostrazione di fantasia, certamente lontana anni luce dalla nostra realtà, sono assolutamente convinto, e mi pare che sia in qualche modo anche l’opinione di Giancarlo, che, anche se a Modica si riuscisse a mettere insieme una squadra composta da persone con le stesse capacità delle personalità citate, si concluderebbe ben poco. Vedete, da noi il problema non è soltanto al vertice. È vero, negli anni abbiamo avuto amministratori che hanno dato l’impressione di perseguire più i propri interessi che quelli della collettività modicana, trascurando ciò che sarebbe stato necessario fare per il bene della città. Tuttavia, il problema più profondo e difficile da superare è il progressivo indebolimento del senso civico e dell’etica collettiva.
Non intendo puntare il dito contro i miei concittadini. Anch’io faccio parte di questa comunità e, come tanti altri, probabilmente avrei potuto fare di più. Ma è difficile negare una realtà evidente: chi vota, troppo spesso, lo fa seguendo interessi esclusivamente personali, mentre l’interesse generale finisce in secondo piano. E questo, in fondo, lo sappiamo tutti.
L’abusivismo diffuso ne è una delle conseguenze e, allo stesso tempo, una delle cause. Quando ottenere un’autorizzazione comporta costi sproporzionati, tempi interminabili, nessuna certezza sull’esito della pratica e, per di più, controlli quasi inesistenti, è inevitabile che, nel corso degli anni e dei decenni, si arrivi alla situazione che oggi viviamo a Modica. Se la spesa pubblica cresce in modo incontrollato mentre le entrate restano insufficienti, il problema diventa inevitabilmente gravissimo. Se un sindaco, e non mi riferisco all’attuale, appena insediato afferma che il debito della città non lo riguarda perché non è stato lui a crearlo, rinnegando persino il piano di riequilibrio che con tanta fatica era stato ottenuto, allora si interrompe ogni prospettiva di risanamento. Se, nell’arco di due amministrazioni, il debito cittadino viene addirittura triplicato senza affrontare i problemi strutturali di Modica, il risultato non può che essere quello che abbiamo davanti agli occhi.
Se l’attuale Sindaca arriva alla guida della città senza avere piena consapevolezza della disastrosa situazione finanziaria e, dopo pochi mesi, decide correttamente di dichiarare il dissesto, ma successivamente non si preoccupa di presentare un piano credibile per ridurre l’enorme esposizione debitoria; se continuano a circolare cifre enormi, spesso approssimative e mai definitivamente chiarite, mentre interviene perfino la Corte dei Conti; se, nonostante questo scenario, si continua ad assumere nuovi impegni di spesa come se nulla fosse, allora diventa inevitabile chiedersi perché i cittadini non avvertano l’esigenza di mettere realmente in discussione il passato e pretendere un cambiamento radicale. Purtroppo, temo che Modica difficilmente riuscirà a risollevarsi da sola. E il motivo è semplice: la spinta decisiva dovrebbe arrivare proprio dai cittadini, chiamati a scegliere persone competenti, serie e disposte a mettersi realmente al servizio della città.
Non servono nomi altisonanti se prima non si prende coscienza che il vero problema è rappresentato dall’enorme massa debitoria. Non serve ascoltare la Sindaca spiegare che la legge consente di pagare i creditori con il 60% di quanto dovuto, senza però chiarire da dove dovrebbero arrivare le risorse necessarie persino per quel 60%. Così come non basta annunciare, con evidente efficacia comunicativa, la rinuncia agli emolumenti propri e della Giunta – circa mezzo milione di euro nell’arco del mandato – quando il debito complessivo della città è centinaia di volte superiore.
Questi esercizi sono certamente interessanti perché stimolano la fantasia e il confronto. Tuttavia, la realtà di Modica è purtroppo molto più complessa e, soprattutto, molto più distante da quelle suggestive ipotesi.
Il manifesto pubblicato dal Comitato Centro Storico rappresenta, a mio avviso, un grave errore di credibilità.
Un Comitato nato spontaneamente dai cittadini dovrebbe essere un luogo aperto e plurale, capace di rappresentare sensibilità politiche diverse ed anche chi non si riconosce in alcuno schieramento.
La sua forza risiede proprio nell’essere indipendente dalla competizione politica.
Con la pubblicazione di un manifesto che immagina un sindaco, assessori e una “giunta ideale”, il Comitato supera però il confine del civismo e assume, di fatto, il ruolo di soggetto politico contrapposto all’attuale Amministrazione.
Il problema non è il diritto di criticare chi governa, che appartiene ad ogni cittadino.
Il problema è utilizzare il nome di un Comitato Civico per svolgere una funzione che è chiaramente politica.
Un conto è avanzare proposte per rilanciare il Centro Storico; altro è proporre, sia pure simbolicamente, un’alternativa di governo della città.
Questa scelta snatura la missione del Comitato.
Chi intende fare politica è libero di farlo, ma dovrebbe assumersene la responsabilità apertamente, senza utilizzare la rappresentanza civica come strumento di contrapposizione all’Amministrazione.
Con questo manifesto il Comitato rischia di perdere la propria autorevolezza, trasformandosi agli occhi dei cittadini in una struttura che fa politica sotto le sembianze di un organismo civico.
Ciccio
Che bella occasione per ripetere tutte le cazzate che l’opposizione ha collezionato in questi lunghi anni di esilio .
Bugie ridondanti: il debito triplicato .
I modicani che votano per interesse personale ,cioè il 70 % ha votato Gnaziu per interessi personali ? Ma va cuccuti o scuro pi favuri.
Il piano di rientro con il mega prestito rifiutato , ma come te li ha pagato i 5 mesi arretrati Gnaziu ???
Quante cazzate,
Ma siate seri per favore .
Abusivismo ,ma dove lo hai visto ???
Le pratiche chi è che le rallenta ??
Chi c’è negli uffici proposti???
Il centro storico è un malato incurabile i pannicelli possono solo allungare la morte ,
È una guerra persa!!
Se fossimo in Umbria o Toscana , potremmo provare a chiudere ,a pedonalizzare il centro storico , ma siamo al margine dell’Italia, dove arrivano gli sgoccioli del turismo, il turismo di massa che potrebbe finanziarie le attività in centro .
I modicani vanno dal Comisano a fare la spesa di frutta e verdura, e al Ldl aperto quasi h24
I negozi del centro viruno i muschi abbulari .amen
Primo punto all’ordine del giorno: ripristino del gpass, meglio rafforzato, per accedere ai servizi.
Ridicoli
e invece tornando con i piedi per terra e calpestando la realtà ci ritroviamo la seguente amministrazione:
-Monisteri sindaco
-Viola vice sindaco e assessore non si sa di cosa
-Armenia assessore alle Smanutenzioni
-Spadaro assessore
-Cannizzaro assessore alla nuova moda ecologica
-Roccasalvo o Carpentieri o Cavallino assessori alla sottocultura, all’antitesi dell’arte e del buon lessico, ed ai LL.PP., Urbanistica, Centro Storico e deleghe sparse fra le quali quelle di scippare le mutande dei modicani.
Prima andiamo a votare meglio è!
Ma sappiamo notizie del rimpasto a Modica?
Anche perché, i due assessori si sono dimessi, ma gli altri ancora sono tutti in carica.
Non vorrei che la Sindaca ci ripensasse e di fatto avrebbe messo fuori Drago e Armenia.
Questa amministrazione non riesce a concludere ed definire nulla.
@ Ciccio lei ha sempre attaccato i suoi concittadini, colpevoli di essere contrari al tuo pensiero di partito.
E la smetta con questo debito, la Repubblica Italiana è stata fondata sul debito, che aumenta e aumenterà sempre giorno dopo giorno.
L’italia è a pezzi si tutti i fronti grazie a incapaci che la amministrano, tutti compresi.
Mentre l’Italia affonda, abbiamo chiesto un finanziamento di 15 miliardi per armi. Capito?
In Italia ormai non riusciamo a vedere neanche la TV, perché sempre senza segnale, quindi di che parla?????
Questi sono i suoi padroni attori da circo a cui lei obbedisce quotidianamente h 24. A 90°.
E non serve cambiare nome per appoggiare le sue quotidiane stronz…….e che scrive.
Con i sacrifici lacrime e sangue di Monti suo amato, il debito è arrivato a 1800 miliardi.
Adesso siamo a 3200 miliardi nonostante tagli naturalmente per il popolo.
Il circo Italia è affondato, grazie ai suoi clown.
Si faccia un giro in Via Grimaldi…..senta l’odore di piscio di cani, e di persone, giovani cresciuti da genitori come lei che urinano ovunque. Se vuole andiamo insieme……e c’è gente che mangia fuori la sera li……. società da vomito.
Una anziana e arzilla sig.ra, ragusana, che per anni ha lavorato nel sindacato, era interessata a sapere: il vice sindaco e assessore viola, dal distacco del sindacato alla politica, a livello pensionistico, avrà versati i contributi pensionisti da entrambi gli enti??
X Piero, mi pare che era del vostro sindacato l’assessore, come vedete il mercato delle vacche appartiene anche alla vostra inutile sinistra. Non siete migliori degli altri
Rileggendo i commenti constato il solito indugiare sul traslamento di elementi oggettivi, proponendo considerazioni/accuse sul terreno micropolitico. Che, da sempre, ritengo un argomentare fuori tema. Perché si guarda il dito che in effetti indica la luna. In quanto i problemi sono strutturali, e le competenze a cui far fronte sono sproporzionate rispetto alla mole delle entratre. Mi spiego meglio.
Almeno l’amministrazione centrale di uno Stato, seppure indebitandosi continuamente all’infinito, può dotarsi di mezzi monetari emettendo Titoli di Stato da collocare sui Mercati. Cioè può chiedere Soldi in prestito, indebitandosi irrimediabilmente. Con Debiti che non si potranno più ripagare. Perché l’altra Moneta, con cui ripagare il Debito pregresso, verrà comunque richiesta ugualmente a Debito. …Però nel presente, ha la possibilità di amministrare qualche mole di Denaro.
Gli enti locali, i Comuni (e le Regioni), invece, non possono emettere TDS, sottoporli agli Spread, e porli alla mercè degli strozzini della Finanza. I Comuni operano solo al passivo: solo aspettano qualche Soldo, e spendono qualche soldo.
Ma, soprattutto i Comuni piccoli, e su cui non insistono comparti economici rilevantemente performanti, sono degli enti fisiologicamente inclini a lavorare in… indigenza, insufficienza di Entrate, rispetto ai Servizi che la popolazione occidentale ormai ritiene (a torto) scontati e dovuti.
Per cui gli amministratori di turno non hanno leve di gestione attive; possono solo amministrare il passivo, e magari convincere i più di star amministrando al meglio.
Quindi non è questione di persone e di partiti adatti. La ripresa di una amministrazione comunale può avvenire solo se preceduta da una ripresa dei comparti Lavorativi, che versino più emolumenti locali, che partecipino nella gestione e promozione del territorio (anche per proprio interesse), e che si impegnino in direzioni univoche, apartitiche, per più lustri, con continuità chiunque amministri.
Tutto ciò detto, ovviamente, con il pieno rispetto nei confronti di chi voglia continuare a trattare tutto lo scibile umano in ottica partitica, anti-personalistica, e conseguentemente frammentaria.
Giancarlo Palazzolo
Mi fa piacere leggere il tuo post .
Le tue considerazioni economiche sono corrette,analisi del debito lucida , semplice ,
Purtroppo in tanti ignorano questi meccanismi, e si lanciano in accuse popolane, piove !!! Governo ladro !!!
In effetti quello che tu hai descritto sul fatto di avere aziende sul territorio che lavorino e pagano i dovuti tributi comunali, a Modica già c’è,
Se vai a guardare il fatturato delle aziende Siciliane , SRL ,SPA , vedrai che le aziende che fatturano di più in Sicilia hanno sede nella provincia di Ragusa e tante nel territorio Modicano .
Siamo leader nel settore idrocarburi/ Farmaceutico / Produzione Mangimi zootecnici/ Molitura frumento /produzione farine e semole /Produzione uova / Produzione carni avicole / produzione carni bovine/ Produzione latte / Macellazione e confezionamento carni avicole /
Grande distribuzione alimentare con diverse aziende/ Produzione cioccolato e biscotti distribuiti in tutta Italia/ Semilavorati per pasticceria / Lavorazione del Caffe /Produzioni industriali nella grande zona industriale/ Agricoltura con olio,carrube,grano,/ Produzione Lattiero Caseario / e tante altre realtà a livello regionale .
Tutto ciò porta sicuramente lavoro , stabilità lavorativa , distribuzione della ricchezza,
Eppure il settore amministrativo Comunale non è stato favorito da tutta questa effervescenza economica , perché? Cosa non ha funzionato ?
E vero Modica non ha royalty derivanti dal petrolio come Ragusa e Scicli ,
Ha un’enorme territorio da servire con grandi frazioni , e tutte le campagne abitate . Cosa quasi unica nel sudest Siciliano .
Se va come deve andare dopo il dissesto, Modica avrà davanti a sé un futuro per forza ricco ,
Se come si dice a Modica : tanti accietti, tanti buttuna .
Grazie Giancarlo.
Grazie a te, Amo Modica, per le ulteriori precisazioni.
Sulle quali vorrei aggiungere delle tristi considerazioni. Se gli idrocarburi vanno con le estrazioni, come credo, i versamenti vanno nella città in cui risulta la sede di impresa, non nelle distribuzioni.
E quasi tutte le Ditte operose, che indubbiamente esistono e caratterizzano il nostro effervescente Territorio, sono micro-imprese, con rispettivi bilanci e ricavi risicati; tranne ovviamente alcune poche ‘gemme’. Che non credo producano versamenti sufficienti.
In altre parole, non ci troviamo nel mezzo di un comparto strutturato né di un indotto complementare o di una zona industriale votata all’export. Quindi seppure esistono evidentemente non danno una sostanziosa spinta.
Servirebbe, o meglio sarebbe servita, ma non è mai troppo tardi, una programmazione strategica per irrobustire e caratterizzare nel Territorio almeno qualcuno dei Settori.
Chissà che veramente nel futuro la lungimiranza prenda il posto della lamentela politica, e ci si avvii verso il tuo auspicio: un futuro necessariamente ricco.
Gli ultimi due commenti sono lunghi, indecifrabili e lontani da qualsiasi collocazione in questo mondo reale. Un esercizio fantasioso inutile, fine a sé stesso, ma che non spiega nulla.
Tutto proiettato al dopo dissesto.
Già, fra trent’anni ne riparliamo.
Ps. Aggiungete al prompt di chat gpt o altro, “sinteticamente in 10 righe”.
Altrimenti nessuno vi leggerà i commenti 😂
Commento brevissimo per Mr. Peppe: il mondo reale è fatto degli ‘ultimi due commenti’, che riguardano direttamente il tema dell’Articolo.
Le chiacchiere che incolpano attori presenti, o che osannano presunti eroi futuri, sono solo ombre, di quello che sembra.