Pozzallo, terremoto in Consiglio: bocciata la delibera TARI 2026. L’opposizione: “Il sindaco non ha più la maggioranza”

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POZZALLO, 30 Luglio 2026 – Il Consiglio Comunale di Pozzallo di mercoledì scorso si è chiuso con un vero e proprio terremoto politico. Nel corso della seduta, la proposta di delibera sulle tariffe TARI 2026 è stata clamorosamente bocciata, registrando appena quattro voti favorevoli. Un esito che, secondo i consiglieri di opposizione Celestri, Giampietro, Iozzia, Pisana e Sulsenti, certifica la fine politica della maggioranza a sostegno del sindaco Roberto Ammatuna.
La reazione dell’opposizione non si è fatta attendere. Attraverso una nota ufficiale, i consiglieri hanno respinto con fermezza le accuse dell’amministrazione, definendo il tentativo del sindaco di scaricare le colpe sulla minoranza come un “disperato tentativo propagandistico”. Al centro della polemica vi è la gestione dell’iter contabile, definito caotico e tardivo. La delibera, infatti, è stata portata in aula d’urgenza a sole quarantotto ore dalla scadenza perentoria del 31 luglio, priva secondo l’opposizione degli atti essenziali per una valutazione rigorosa e costringendo i cittadini a votare “al buio”.
Tra le critiche principali figurano anche le modalità di pagamento previste per l’anno in corso. La mancata programmazione della Giunta avrebbe costretto le famiglie e i commercianti pozzallesi a saldare la TARI concentrata in sole quattro rate negli ultimi quattro mesi dell’anno, un periodo già gravato da numerose scadenze fiscali e bollette invernali.
La contوة politica si sposta poi sul tema dei servizi e del personale. L’opposizione contesta la discrepanza tra la narrazione del sindaco sulla presenza di trentacinque operatori ecologici e le carte ufficiali del capitolato, che prevedrebbero una riduzione a ventinove unità più tre capisquadra. Una scelta definita miope e dettata da logiche elettorali, che rischierebbe di compromettere il decoro urbano e di sovraccaricare il personale, lasciando periferie e contrade nell’abbandono. Inoltre, i consiglieri precisano che le tariffe più contenute dello scorso anno erano legate esclusivamente a un contributo regionale straordinario di duecentodiecimila euro, una misura una tantum non ripetibile.
Il punto politico più aspro riguarda infine il piano di esternalizzazione della gestione dei tributi. L’opposizione rivendica con forza il blocco dell’operazione, giudicata sfavorevole per le casse comunali e penalizzante per i contribuenti a causa di aggi e provvigioni destinate ai privati. Il voto contrario e le astensioni in aula, condivise anche da membri dell’area di maggioranza, vengono definiti un atto di profonda responsabilità civica.
Alla luce della spaccatura e dei numeri registrati in aula, i consiglieri di minoranza invitano il primo cittadino a prendere atto della mancanza di una maggioranza consiliare, chiedendo di interrompere lo scaricabaruffe e di concentrarsi sulla tutela della città.

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