
Ragusa, 16 settembre 2026 – “Ci sono appuntamenti che hanno una caratteristica particolarmente comoda per chi amministra: si sa che arriveranno. Il Natale cade ogni anno il 25 dicembre e le scuole riaprono ogni settembre, con un margine di incertezza di qualche giorno. Dopo tre anni da assessora alla Pubblica Istruzione, Catia Pasta dovrebbe averlo imparato e programmare di conseguenza”.
Il capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale di Ragusa, Peppe Calabrese, interviene nuovamente sul caso del plesso di via Diodoro Siculo e sulle spiegazioni fornite dall’assessora Pasta.
“Apprendiamo che il finanziamento per i lavori è arrivato in primavera e che l’aggiudicazione è avvenuta il 23 giugno. Se si programma un intervento a ridosso dell’estate sapendo che a settembre la scuola dovrà riaprire, bisogna mettere nel conto anche eventuali ritardi nelle forniture e organizzarsi per tempo. Invece si è arrivati a ridosso della prima campanella sperando evidentemente che tutto andasse per il verso giusto”.
Per Calabrese, però, la questione più grave riguarda quanto accaduto quando era ormai chiaro che i tempi non sarebbero stati rispettati.
“La stessa assessora afferma di avere incontrato la scuola il 10 settembre per organizzare una soluzione alternativa. Eppure, quando in Consiglio comunale ho chiesto espressamente a lei, al sindaco e al vicesindaco Gianni Giuffrida se fosse tutto pronto per l’apertura delle scuole, nessuno ha avuto la correttezza di dire: c’è un problema alla Diodoro Siculo. Ho insistito più volte, anche fuori microfono. Non si faceva un torto a Calabrese dicendo la verità: si doveva rispetto ai bambini e alle loro famiglie”.
“Le spiegazioni che Pasta ha affidato a un comunicato stampa alcuni giorni dopo – prosegue il capogruppo dem – andavano date alle famiglie con largo anticipo e al Consiglio comunale nel momento stesso in cui venivano chieste. La sensazione è che si sia scommesso fino all’ultimo sulla possibilità di recuperare il ritardo e che, visto che il disagio sarebbe durato pochi giorni, si sia sperato che il problema potesse passare quasi inosservato”.
“Questo non è il modo di amministrare – conclude Calabrese –. Gli imprevisti possono capitare e gli errori si possono commettere, ma chi fa politica deve programmare, informare e assumersi le proprie responsabilità. Se invece si pensa di governare affidandosi alla fortuna e sperando che i cittadini non si accorgano degli errori, allora si sta sbagliando mestiere. E forse sarebbe più corretto restituire le deleghe al sindaco”.


